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martedì 31 marzo 2020

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Iran: minaccia di rappresaglie contro Israele, Gran Bretagna e Usa in risposta all’attentato subito

Il capo dei Pasdaran accusa i servizi segreti delle potenze occidentali di indebite ingerenze coi terroristi di Jundallah

19.10.2009 - Pier Luigi Marchioni



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Il generale Mohammed Ali Jafari, capo dei Pasdaran iraniani, ha accusato i servizi segreti di Gran Bretagna, Stati Uniti e Israele di aver contribuito attivamente alla preparazione dell'attentato kamikaze avvenuto in Beluchistan e rivendicato dal gruppo sunnita dei soldati di Dio (Jundallah) dove, tra civili, capi tribù e alti gradi dei "guardiani della rivoluzione", hanno trovato la morte 42 persone.

Teheran ha subito annunciato che richiederà al Pakistan la consegna del capo sunnita Abdolmalek Rigi, ritenuto responsabile in prima persona dell'organizzazione dell'attentato. A fondamento di tale richiesta, il governo iraniano si è dichiarato disponibile a fornire le prove in base alle quali la Repubblica Islamica sarebbe a conoscenza del supporto dato dal Pakistan al gruppo terroristico responsabile della sciagura.

È infatti convinzione del generale Pakpur, alto ufficiale dei Pasdaran, che i campi d'addestramento di Jundallah si trovino proprio in Pakistan e che da qui, complice un governo connivente, i ribelli organizzino indisturbati le loro sortite di terrore.

È inoltre opinione di Pakpur che i Jundallah ricevano aiuti e addestramento direttamente da uomini dei servizi segreti di Gran Bretagna, Usa, Pakistan e Israele e, proprio per questa ragione, Teheran ha promesso, per bocca del generale Al Jafari, che "misure di rappresaglia dovranno quindi essere prese (nei confronti di tali stati, ndr)".

Chiaramente, Gran Bretagna, Usa e Israele hanno subito smentito ogni tipo di coinvolgimento sia con l'attentato del Beluchistan sia, più in generale, con presunti aiuti ai ribelli sunniti.

Secca e immediata anche la risposta del ministero degli Esteri Pakistano, che con un comunicato si affretta a precisare: "Il Pakistan non è coinvolto in attività terroristiche. Noi ci battiamo per sradicare questa minaccia".

 

A complicare ulteriormente una situazione già di per sé per delicata, si aggiunge l'annuncio di Ahmadinejad circa la continuazione del programma nucleare.

Ali Shirzadian, portavoce dell'organizzazione iraniana per l'energia atomica, ha infatti comunicato che proseguirà con l'arricchimento dell'uranio ovvero lo riceverà già arricchito dall'estero (probabilmente dalla Russia).

 

 

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