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martedì 31 marzo 2020

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Il ritorno di Sarah Palin

Sarah Palin, dopo la sconfitta alle elezioni, si trasforma in fumetto contro i “radicals” preparando, forse, la propria candidatura presidenziale nel 2012.

11.12.2009 - Irene Selbmann



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Sì, è un po' come vedere la Santanchè in un episodio delle Winx. Sarah Palin protagonosta di un fumetto in un libro per bambini che porta il titolo: "Help! Mom! Radicals Are Ruining My Country!" (Aiuto mamma! I radicali stanno rovinando il mio Paese!).

L'ex governatrice dall'Alaska sembra essere davvero al centro dell'attenzione. Aspramente criticata o apertamente osannata, il suo libro, Going Rouge, è comunque il best seller del momento e c'è da scommetere che molti americani se lo ritroveranno sotto l'albero di Natale. Per la presentazione del prezioso tomo, la Palin ha iniziato un vero e proprio tour degli Stati Uniti. Lanciatissima, ha anche lasciato intendere che non esclude di poter correre alle elezioni presidenziali del 2012 con uno dei volti più famosi di Fox News, Glenn Beck, anche noto per le facili lacrime alle quali si abbandona di quando in quando durante i suoi monologhi patriottici e anti-obamiani.

Dei suoi spietati critici, la Palin prova a fare un sol boccone giocando la carta del perdono cristiano, dichiarando di avere pietà di loro, persone probabilmente molto sole, per le quali è necessario pregare. La religione è sempre tirata in ballo in qualche modo nella vita politica degli Stati Uniti. Basta pensare al merchandising che reca la scritta Pray for Obama, per farsi un'idea di come la fede venga strumentalizzata in un modo che in Italia, per ora, è impossibile concepire.

È proprio la fatica letteraria della Palin che ha ispirato il fumetto in questione.
Going Rouge racconta la storia di una donna, prima che di una personalità politica. È un viaggio attraverso le traversie di Sarah, madre, timorata di Dio, alle prese con i problemi di ogni donna americana. Ce n'è un po' per tutti i gusti: una figlia adolescente incinta, una compagna di stanza gay ai tempi del college, la comprensione per le donne che pensano all'aborto (proprio in un momento in cui la questione è uno dei cardini del dibattito sulla Health Reform). Insomma la Palin si è guadagnata la fama di femminista dei giorni nostri. Per alcuni sarà senza dubbio una femminista sui generis, ma è riuscita a far parlare di sé in questi termini.

Sull'onda lunga di questo entusiasmo, dalla fantasia della scrittrice Katharine De Brecht è nata Governor Sarah, personaggio ovviamente basato sulla Sarah nazionale, eroina impegnata nella lotta contro il malgavio Marxus Obunduf, minacciosa impersonificazione del presidente Obama. A causa delle nefandezze di Marxus, alcuni giovani ragazzi non riescono a far partire il loro sogno di un piccolo business e Governor Sarah si prodiga in consolazioni. Ogni storiella ha una morale e i ragazzi capiscono non solo che le notizie sulla malgavità di Governor Sarah sono tutte bugie ma anche che lei è effettivamente una brava persona. Non è lei il cattivo.

Il messaggio non potrebbe essere più chiaro: i radicali, gli amici di Marxus, stanno lentamente uccidendo l'American Dream. Curioso. Davvero curioso che adesso parlare di politica ai bambini sia tutto d'un tratto accettabile, anzi, necessario ed encomiabile. Se la memoria non ci inganna, giusto un paio di mesi addietro qualcuno si era giustamente scandalizzato per via di un filmato che mostrava bambini di una scuola elementare cantare un inno di lode e preghiera per il presidente Obama. Le famiglie, i giornali, le televisioni, tutti erano insorti. La loro indignazione era del tutto comprensibile. E ora? Chi difenderà il diritto all'infanzia dei bambini americani? E mentre la De Brecht sostiene che sia doveroso smentire le bugie sul conto di una donna che entra in politica, argomentando che il suo fumetto sarò d'aiuto per le bambine che vorranno seguire quello stesso porcorso, forse sarebbe bene dare a tutto questo un nome più adeguato: propaganda.

 

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