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venerdì 10 luglio 2020

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Palestina nell’Osce?

Si apre una porta per l’ingresso dell’Autorità Nazionale Palestinese nell’Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa

26.01.2010 - Valentina Berdozzi



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Ad inizio settimana si è conclusa al Cairo la riunione annuale dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce) e, al centro delle discussioni, è stata paventata la possibilità dell'ingresso dell'Anp tra i paesi membri. Dunque, laddove la democrazia internazionale vacilla, sembra totalmente inefficace nel tentativo di appianare un conflitto apparentemente senza sbocchi, senza possibilità di soluzione e senza futuro, può forse arrivare la forza diplomatica di un organismo di cooperazione, che si propone come un segnale positivo in una situazione di stasi.

La rappresentanza dell'organismo politico palestinese al Cairo è stata affidata ad una delegazione di osservatori invitati dal paese ospitante, quell'Egitto impegnato da Sadat in poi nel difficile cammino di mediazione, pacificazione e dialogo sul fronte israelo-palestinese.

Tra i temi toccati, inseriti nella più scottante attualità dell'area del Mediterraneo e riguardanti la sicurezza politico-militare, gli effetti della crisi economica sulle migrazioni e le prospettive della cooperazione nella regione, si è discusso dell'ingresso effettivo nell'Osce di paesi della sponda sud del bacino come Algeria, Egitto, Israele, Giordania e Marocco. A questa prospettiva si è aggiunta la proposta di accessione dell'Anp, che è stata accolta con parere positivo da parte di tutta l'assemblea riunita, ad eccezione di Israele che ha giustificato le sue perplessità puntando sullo statuto dell'Anp come associazione indipendentista e non in quanto organismo statale.

Parere non favorevole è arrivato anche dalla Repubblica Ceca e dagli Stati Uniti, contrari all'accesso e fermi su posizioni anti-Anp e in linea con la risposta israeliana.  Contro questi paesi è stata diretta la voce di Hezem Shabat - vicepresidente della missione palestinese presso le organizzazione internazionali a Vienna - che ricorda come l'Anp, pur non configurandosi come stato può, in virtù della risoluzione Onu 181, partecipare a qualsiasi tipo di consesso internazionale, come l'appartenenza alla Lega Araba dell'Aiea conferma. Appoggio alla causa palestinese è arrivato invece dalla Spagna, che ha sottolineato come la compresenza israelo-palestinese all'interno dell'Osce possa rappresentare un'ulteriore occasione di dialogo e una concreta possibilità per l'organizzazione di estendere il suo monitoraggio diplomatico anche all'area mediorientale, e dall'Italia che, assente dalla riunione de Il Cairo, si è assunta l'incarico di ospitare i paesi membri e l'Anp al prossimo forum dell'Assemblea organizzato per ottobre 2010 a Palermo, auspicando così la creazione di una rete di relazioni che unisca in saldi vincoli politico-diplomatici l'intera area del bacino del Mediterraneo. Positive e concilianti, infine, le parole del presidente dell'Osce, il kazako Kairat Abdrakhmamov, che ha promesso di continuare a portare avanti in sede unita la questione fino a che non si arrivi ad una decisione comune e condivisa, dichiarando che sulla questione non può calare il sipario.

Un'importante promessa di impegno e cambiamento, un segnale deciso che, si spera, torni a riportare alta l'attenzione sul problema mediorientale e riaccenda la speranza per un futuro di dialogo non troppo lontano.

 

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