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sabato 22 febbraio 2020

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Felice anno nuovo. Non si direbbe proprio…

Paure e minacce rinnovate salutano il 2010. Come il tentato attentato in volo negli Stati Uniti toccherà le nostre sicurezze e libertà

11.01.2010 - Irene Selbmann



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Umar Farouk Abdulmutallab è riuscito davvero a dare il Buon Natale agli Stati Uniti d'America e al resto del mondo. Il giovane terrorista nigeriano ha seminato un gran bel panico. Di nuovo, è il caso di dire.

Forse qualcuno si era quasi dimenticato che esistesse il terrorismo. Ci eravamo abituati a pensare che gli attentati non ci riguardassero più, che potessero avvenire solo in quelle terre già ampiamente martoriare da annosi e ben noti conflitti. E invece no, rieccoci qui. Ancora con questa paura. Di nuovo il sospetto, le misure di sicurezza, i presunti complotti e le minacce di rappresaglia. Di nuovo un Presidente degli Stati Uniti che pronuncia la parola guerra non per porle fine ma per sancirne un nuovo corso.

La notizia è senza dubbio ghiotta per tutti coloro che avevano avanzato forti dubbi sul conferimento del Nobel per la Pace al neopresidente degli Stati Uniti. Com'è ormai ben noto, l'attentatore nigeriano ha dichiarato di essere stato addestrato in Yemen, dove gruppi affiliati ad Al Qaeda non intendono stare a guardare, e contro i quali sta già combattendo l'esercito regolare del Paese arabo. È proprio quest'ultimo a chiedere aiuti internazionali per sconfiggere i gruppi e scongiurare possibili futuri attentati. In seguito a queste dichiarazioni, sia Obama che Gordon Brown hanno esplicitato la loro intenzione di intervenire direttamente, e dagli Stati Uniti è arrivata la notizia che alcune incursioni aerei sono state organizzate per perlustrare la zona e sono già stati lanciati missili contro sospette basi.

Ghiotta la notizia lo è anche per i Repubblicani, che non mancano di accusare il Governo di negligenza, mentre i Democratici accusano a loro volta l'opposizione di cavalcare l'onda del terrorismo per ottenere vantaggi alle urne.

Al di là delle baruffe politiche ampiamente prevedibili, dopo il fallito attentato il governo statunitense ha subito convocato un vertice straordinario per la sicurezza del Paese, dal quale pare siano emerse inquietanti novità: l'intelligence degli USA non funziona poi così bene, e nemmeno il sistema delle liste nere. Il padre del giovane nigeriano aveva avvisato la CIA della potenziale pericolosità del figlio, ma sembra che questa informazione non sia stata condivisa con il resto dell'intelligence. Il Presidente si è dimostrato furioso per quelle che ha definito delle gravi falle nel sistema dei servizi di intelligence stessi.

Ma c'è di più: secondo il vertice straordinario, neanche la sicurezza negli areoporti va bene come dovrebbe. Credevamo bastasse passare in calzini davanti agli agenti di polizia americani, dopo aver depositato le nostre scarpe nelle apposite vaschette di plastica dai colori tristi. Ci sbagliavamo. Ci vuole di più, per sempio uno scanner totale a raggi X.Ed ecco che il 2010 si apre con sgraditissime novità. Innanzitutto una nuova (ma ben nota) geografia del male, che vede sotto i riflettori ovviamente Yemen ma anche Somalia, che era già stato definito da molti quotidiani il nuovo paradiso di Al Qaeda e i cui gruppi di guerriglieri hanno già garantito supporto per i terroristi yemeniti. E poi una nuova politica della paura, quella che avevamo creduto di poter salutare con l'elezione di Obama e che invece brinda con noi al nuovo anno, e ci coinvolge tutti, indistintamente. Perchè è questo che succede. Un terrorista fallisce un attentato a Detroit, e a Roma o a Parigi ai passeggeri in ogni areoporto verranno fatti i raggi X. E sebbene pare che sarà solo l'agente incaricato a vedere i nostri corpi e ciò che c'è dentro, la cosa disturba non poco.

Personalmente ho subito pensato alle piccole cose che una persona vorrebbe tenere nascoste. Magari, riflettevo, ognuno avrebbe il diritto di non mostrare le parti intime all'agente preposto, o di non far sapere a nessuno se usa tanga o perizoma, o mette la maglia della salute. Magari una donna incinta non vuole far passare il suo bimbo ai raggi X. Poi però è arrivata fresca la notizia che si sta pensando a protezioni per le parti più intime... Curioso! Come sventare i trafficanti che inseriscono ovuli di cocaina o esplosivi letali laddove non è consentito arrivare con i raggi X? Fobie di un occidentale! Ecco il risultato più tangibile del terrorismo internazionale.

Ma io ho la curiosità di sapere sempre cosa ne pensa la gente come me. Perché questo signore sconosciuto, nato in Nigeria ma addestrato in Yemen, ci ha già cambiato la vita. Quindi ho chiesto al popolo del web di darmi un'opinione sulle nuove misure di sicurezza per i voli. Un dato mi ha particolarmente stupito: la maggior parte delle gente sembra non esserne preoccupata affatto, come fosse qualcosa che non li riguardasse. La risposta che mi ha più fatto pensare è stata quella di un utente che ha scritto : "Ci si abitua a tutto. Prima non c'era la scansione del bagaglio a mano ed ora e' normale. Prima non c'era il metal detector e adesso e' normale. Prima ci portavamo i liquidi nel bagaglio a mano senza regole, adesso ci sono regole anche per quello. Ci abitueremo anche a queste nuove misure di sicurezza."

Eh già, deve essere proprio vero. Non ci facciamo nemmeno più caso, ormai.

Purtroppo sembra che questa sinistra serenità nell'accettare qualunque fenomeno di escalation a vari livelli, sia per lo più rassegnata accetazione di una realtà che è inutile voler cambiare.

Un altro dato è emerso dalla mia parzialissima e poco rappresentativa indagine: nessuno sapeva dove fosse questo stato di nome Yemen. Alcuni seguitano ad ignorarlo. Anche io ammetto di aver sentito la necessità di consultare una cartina geografica e ora la sua ubicazione mi è finalmente chiara. D'altronde... chi mai sente parlare di Yemen?

 

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