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sabato 22 febbraio 2020

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Elezioni in Croazia. Trionfo del Centro-Sinistra

La vittoria di Ivo Josipovic porta con sé la speranza di un’adesione più veloce all’Unione Europea. Una campagna elettorale giocata sui grandi temi di politica interna ed estera.

11.01.2010 - Cristina Petrachi



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Si sono svolte domenica 10 gennaio le elezioni presidenziali in Croazia e che hanno visto l'affermazione del candidato dell'opposizione di centro-sinistra, il socialdemocratico Ivo Josipovic, con il 60,3 per cento dei voti, andato al ballottaggio con Milan Bandic, l'attuale sindaco di Zagabria e suo ex  compagno di partito, che ha invece ottenuto il 39,71 per cento dei voti scrutinati.  L'ex sindaco di Zagabria era stato sostenuto dalle formazioni di destra e dai conservatori che fino a domenica scorsa erano lo schieramento maggioritario del Paese.

L'affluenza alle urne, rispetto al primo turno di due settimane fa, è aumentato di oltre sei punti percentiale attestandosi al 50,28 %, cosa che ha permesso di raggiungere l'ampio margine di vittoria con cui Josipic, il nuovo Presidente  croato, si è affermato smentendo inoltre quanto detto alla vigila delle elezioni in cui si era prognisticata un'affluenza piuttosto contenuta.

Il  nuovo Presidente, europeista convinto, è Professore di diritto all'Università di Zagabria nonché  uno stimato intellettuale della sinistra moderata che ha fondato buona parte della sua campagna elettorale su importanti argomenti. In Politica interna gli obiettivi della campagna elettorale sono stati vari.  La legalità e lotta alla corruzione arrivata ad un punto di allarme sociale molto alto sono state poste al centro dei programmi. Come le altre Repubblcihe della ex- Jugolsavia, infatti, anche la Croazia si trova obbligata a fare i conti con una corruzione giunta a livelli estermi e con una criminalità organizzata che rischia di tenere in scacco parte del paese e delle sue istituzioni. Ma non è solo la legalità ad essere stata messa al centro dell'attenzione dal canditato del centro sinistra eletto Presidente. La giustizia sociale si impone come una vera e propria necessità viste anche le nefande conseguenze della crisi globale dei mercati finanziari. Infine la difesa dei diritti umani ed in particolare dello stato delle donne così come la salvaguardia dell'ambiente con annesso rilancio del turismo ambientale.

In Politica estera, invece, le priorità sono state indicate nella conclusione in tempi certi  e rapidi del cammino di adesione della Croazia all'Unione Europea iniziato dieci anni fa dal Partito Socialdemocratico Croato (SdP) e ora, salvo imprevisti, in dirittura d'arrivo. A ciò si aggiunge la volontà di milgiorare i rapporti di buon vicinato con i paesi confinanti, prima fra tutti la Slovenia con la quale la Croazia ha una controversia aperta riguardo ai suoi confini marittimi che si affacciano sul Nord Adriatico ma che dall'estate del 2009 si sta risolvendo come dimostra l'importante passo in avanti compiuto a settembre e che potrebbe essere fondamentale per l'adesione croata all'Unione che ora non teme più il veto sloveno. A ciò si aggiunge la necessità di migliorare anche i rapporti con la Serbia a distanza di quasi 20 anni dallo scoppio del conflitto che ha portato al collasso della Jugoslavia.

Quella che emerge sarebbe, quindi, la vittoria di una Croazia europeista e antinazionalista salutata benevolmente un po' in tutta l'Europa. Nei prossimi mesi i cittadini croati sapranno se le promesse del nuovo Presidente Josipovic saranno mantenute e se la loro qualità della vita cambierà in meglio.

 

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