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domenica 05 luglio 2020

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Catastrofe Haiti, oltre 100mila i morti

La capitale rasa al suolo. Mancano all’appello anche decine di italiani. Arrivano i primi aiuti ma la situazione è drammatica. Smentita l’allerta Tsunami.

14.01.2010 - Cristina Petrachi



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A distanza di più di un giorno la situazione ad Haiti sembra peggiorare di ora in ora. Sale velocemente il numero delle vittime che potrebbero essere 100mila. Un'ecatombe. La situazione nell'isola resta disperata. Secondo le poche informazioni che arrivano i supersiti, per la seconda notte di seguito, hanno dormito per strada, nei giardini pubblici, impossibilitati a far ritorno nelle proprie case rase al suolo o fortemente danneggiate.

Si calcola che la capitale, Port-au-Prince sarebbe stata demolita per il 70-80%. La corrispondente della Cnn da Haiti, Sanjay Gupta, tramite Twitter conferma che la macchina dei soccorsi si sta mettendo in moto lentamente. "Non è stata riattivata l'elettricità, sto twittando grazie alla connessione satellitare e ad un generatore elettrico - ha scritto poche ore fa - . Sento colpi di arma da fuoco qui vicino. Non ho mai visto cose del genere prima. Anche se odio dirlo, sembra una situazione senza speranza. I cadaveri sono ancora nelle strade". Alla distruzione causata dal sisma si unisce l'azione degli sciacalli ma anche il pericolo di epidemie dovute alla presenza di così tanti cadaveri nelle strade resta fondato. La sicurezza sull'isola è estremamente precaria.

Nel frattempo i primi aiuti arrivati ad Haiti sono stati quelli degli Stati Uniti, entrati nella capitale ormai inesistente, che ne prederanno il comando nonché il controllo dell'aeroporto, indispensabile per l'arrivo degli altri voli umanitari inviati da moltissimi paesi, Italia compresa. Dovrebbe arrivare a breve, infatti, anche il C130 dell'aeronautica italiana partito ieri dall'Italia e diretto a fornire aiuti di prima emergenza. A bordo presente anche un funzionario dell'Unità di Crisi della Farnesina che costantemente monitora la situazione.

Resta, infatti, ansia e confusione sulla sorte di alcune decine di nostri connazionali presenti sull'isola. Il Ministro degli Esteri Franco Frattini, in visita ad Addis Abeba, ha comunicato in conferenza stampa che "non abbiamo notizie positive nel senso che mancano all'appello alcune decine di persone ma - ha precisato - per fortuna neanche negative". La difficoltà di raggiungere tutti gli italiani sul posto è da'altra parte comprensibile vista la tragica situazione dell'isola, la mancanza pressoché totale di comunicazioni se non quelle satellitari e la situazione in cui si trovano le vie di comunicazione ad Haiti.

Nel frattempo la terra non ha smesso di tremare. L'istituto geofisico americano ha registrato un terremoto di magnitudo 4,7 Richter a circa 50 km dalla capitale Port-au-Prince, ad una profondità di 10 km. Una scossa ancora abbastanza forte e che ha fatto temere anche per gli Tsunami. Ieri, infatti, si erano registrate onde molto altre, ma il pericolo maremoto è smentito dagli esperti. Ciò nonostante, la difficoltà di comunicare alla popolazione civile le reali entità dei pericoli in atto, compreso l'allerta tsunami, contribuiscono al diffondersi  di ansie e paure in una popolazione già così duramente colpita. Da Haiti tramite i social networks arrivano messaggi di paura e di confusione. "Un mio amico mi ha chiamato poco fa dicendomi che l'acqua sta salendo. E' vero?", ha scritto su Twitter Frederic Dupoux. Poche ore dopo la smentita: "Sono solo voci, la gente non capisce più cosa stia accadendo in realtà".

 

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