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venerdì 14 agosto 2020

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Papandreou e i primi cento giorni di governo

In conferenza stampa il Premier greco parla dei primi cento giorni. Priorità sulla crisi economica e sulle riforme strutturali da fare.

16.01.2010 - Cristina Petrachi



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La prima conferenza stampa del 2010 è stata l'occasione, per il primo ministro greco George Papandreou, per fare il punto sullo stato economico e sociale del paese a distanza di cento giorni dall'insediamento del nuovo governo socialista.
Al centro dell'intervento è stata la crisi economica che ha duramente colpito la Grecia e che i socialisti si trovano ad affrontare da ottobre. In conferenza stampa il premier ha affermato che il dissesto delle finanze pubbliche lasciato dal precedente governo "superava qualunque immaginazione, con un deficit di bilancio che non ha precedenti" ribadendo anche che "i cambiamenti dovranno avvenire ora o mai più". Dunque la crisi si pone non solo come un problema m a anche come la possibilità per cambiare registro ed affrontare tutti quei problemi di cui l'economia greca soffre, primo fra tutti il deficit e un debito pubblico tali da minacciare la credibilità della Grecia all'estero.

Precisando che la crisi non è solamente internazionale, ma è legata anche al modo con cui è stata gestita a livello domestico, Papandreu ha affermato che la risposta a questo disastroso quadro economico e sociale dovrà essere necessariamente un forte risanamento delle finanze pubbliche anche in presenza di quadro generale di "crisi che dovrà essere  un'occasione per superare i problemi endemici del paese e che non consente alcun rinvio delle riforme radicali di cui il paese necessita".

La conferenza è poi proseguita con le dichiarazioni d'intento del premier che ha detto di essere deciso a voler abbandonare l'inerzia che ha caratterizzato il governo precedente illustrando quali sono le riforme in programma per il 2010 che il suo esecutivo intende attuare con determinazione e convinzione.
In particolar modo riforma del sistema assicurativo sociale e nuovo sistema di tassazione che avrà l'obiettivo di ridurre drasticamente l'evasione e assicurare una più equa ripartizione fiscale. Ma non solo. In cantiere ci dovrebbe essere anche un nuovo disegno di governo delle amministrazioni locali che avrà l'obiettivo di ridurre il numero delle attuali municipalità e, di conseguenza, ridurre il costo della pubblica amministrazione con conseguente miglioramento della spesa pubblica.

Non si è parlato, però, solo di riforme economiche e di risanamento dei bilanci pubblici. Il nuovo Primo Ministro greco ha infatti annunciato la volontà di presentare un disegno di legge sull'integrazione degli immigrati che permetterà di acquisire la nazionalità greca a tutti quegli immigrati, attualmente clandestini, ma che da anni si trovano sul suolo greco.

Infine la politica estera e la politica europea. Papandreou, in relazione ai rapporti con l'Unione Europea, ha dichiarato che "in qualunque caso è esclusa una uscita della Grecia dall'area dell'euro" ribadendo anche che la Grecia non farà ricorso agli aiuti del Fondo monetario internazionale offerti dall'istituzione di Washington pur confermando di aver richiesto il supporto degli economisti dell'Fmi per una missione di valutazione sull'eventuale assistenza tecnica sulle riforme dei sistemi pensionistico e fiscale.

Il premier George Papandreou ha terminato il suo intervento dichiarando: "siamo determinati a fare ciò per cui siamo stati eletti, questo ci da la forza di andare avanti" e infine ha invitato tutti a unirsi al "fronte democratico" per ristrutturare il paese.

 

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