Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


venerdì 10 aprile 2020

  • MP News
  • Mondo

Terremoto in Cina, oltre 60mila morti

Altre scossa. Estratto vivo un uomo di 80 anni. L’Onu offre aiuti al governo cinese.

25.05.2008 - Cristina Petrachi



La Cina in Zimbabwe: cooperazione o colonizzazione?

Lo Zimbabwe ha ipotecato le risorse di platino del paese, del valore di circa 40 miliardi di dollari, a garanzia di un...
Leggi l'articolo

La Cina e la libera informazione filtrata

Le autorità cinesi, vent’anni dopo aver sedato nel sangue le manifestazioni studentesche del 1989,...
Leggi l'articolo

VIAGGIO IN CINA/1 - Migrazione inversa

In Cina è iniziata dagli anni Ottanta la più grande migrazione di popolazione che la storia dell’uomo abbia mai...
Leggi l'articolo

La Cina stritola l'Africa. Parliamone con l’Onorevole Touadì

La penetrazione economica cinese in Africa è ormai una realtà e il Sud Africa ha vietato l’ingresso...
Leggi l'articolo

In Cina la terra ha ripreso a tremare. A Chengdu la gente è uscita di nuovo in strada per paura di altri crolli. Secondo l'agenzia ufficiale Nuova Cina, la scossa è stata di magnitudo 6,4 della scala Richter, dunque più leggera rispetto a quella del 12 maggio che era invece di magnitudo 7,8 e che ha creato enormi danni nella regione del Sichuan, nel sud-ovest della Cina. Il bilancio della nuova scossa è di almeno un morto, 400 feriti e oltre 70 mila case distrutte. Dalla cina, però, arriva anche una buona notizia: dalle macerie è stato estratto vivo un uomo di 80 anni, restato sepolto per 266 ore e trovato oggi dai soccorritori parzialmente paralizzato da un pilone della propria casa crollatagli addosso, ma tutto sommato in buone condizioni.

Nel frattempo sale il bilancio dei morti. Le stime del governo sono state progressivamente aumentate fino a raggiungere il numero impressionante di 60mila morti. Una vera e  propria ecatombe che ha raso al suolo l'80% degli edifici della regione, comprese molte scuole ed ospedali. Ma il bilancio potrebbe ancora salire ed arrivare a quota ottantamila o persino di più: lo ha dichiarato ieri il premier cinese Wen Jiabao, che sin dal 12 maggio si trova nella regione per coordinare i lavori di salvataggio e portare aiuti alla popolazione colpita dal sisma, dove 50 milioni di persone sono rimaste senza casa.

Al margine del colloquio tenutosi nella giornata di ieri con il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, giunto nel frattempo a Chengdu (capoluogo della provincia del Sichuan, l'area maggiormente colpita dal disastro), infatti il premier cinese ha ammesso la possibilità che il bilancio possa continuare a salire. Il segretario Onu  si è dichiarato pronto a mandare gli auiti delle Nazioni Unite nel caso in cui il governo cinese ne chiedesse l'invio. "Le Nazioni Unite sono determinate ad appoggiare la Cina nei suoi sforzi per i soccorsi ai terremotati e per la successiva ricostruzione", ha detto Ban Ki Moon, al margine dell'incontro con il premier cinese. Nei soccorsi sono già coinvolte diverse agenzie delle Nazioni Unite, che hanno elargito aiuti a Pechino per un controvalore complessivo pari a 8 milioni di dollari, prelevati dal fondo speciale per le calamità; l'entità del disastro è però tale per cui un ulteriore aiuto dell'Onu potrebbe essere indispensabile per il governo cinese. Ma non sono intervenute solo le Nazioni Unite. La macchina della solidarietà internazionale nei giorni passati si è, infatti, messa velocemnte in moto e oltre all'esercito cinese operante nella grande regione colpita dal sisma, sono presto arrivate anche squadre di soccorso dal vicino Giappome, dalla Corea del Sud e dalla Russia, con apparecchiature per cercare ancora persone vive sepolte sotto le macerie.

Come in tutti i casi di disastri naturali, la tempestività è indsipensabile non solo per trovare dei superstiti, ma anche per scongiurae il pericolo di epidemie, rischio che comunque sembrerebbe per ora scongiurato così come assicurato dal ministero della salute cinese che ha dichiartao che non esiste alcun focolaio di infezione.

Il sisma ha messo in ginocchio un'intera regione e ci vorrà sicuramnete del tempo perchè il sud-ovest della Cina si riprenda. A distanza di più di 10 giorni dal disastro, però, si inziano a fare i conti su quanto avvenuto e a cercare delle colpe nel caso ce ne siano.

 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.