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giovedì 09 aprile 2020

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La Palestina, terra di vite scippate e sogni da realizzare

“Ho moltissimi sogni, ma posso permettermi di vivere solo la realtà di tutti i giorni”

13.11.2010 - Mauro Annarumma



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In questi giorni la scena politica internazionale ha i riflettori puntati altrove, lontani dalla Palestina, il lembo di terra conteso da decenni tra Israele, Giordania, Libano e Siria. E in effetti non potrebbe essere altrimenti, giacché la soluzione diplomatica del conflitto israelo-palestinese appare ogni giorno più lontana.

Molto della Palestina ci è stata raccontata dai media, negli anni dell'Intifada e nei più recenti scontri arabo-israeliani documentati da Al Jazeera. Poco, invece, sappiamo della Palestina di tutti i giorni, di quella che vivrebbe uno studente, come Jaffa, studentessa di 27 anni, sposata con tre figli. Le abbiamo posto qualche domanda.

Ciao Jaffa, immagina di presentarti agli studenti italiani che ci leggono.

Mi chiamo Jaffa Yassin, come il villaggio che segue la città di Nablus, ho 27 anni, sono sposata da 7 e ho tre bambini, due figli e una figlia. Ora studio all' Al Quds Open University alla Facoltà dell'Educazione, dove frequento i corsi di metodi di insegnamento dell'Inglese. L'ho scelto perchè amo questa lingua. Ho partecipato anche a un corso estivo di Ebraico. Mi ci trovo bene, anche se trovo alcune difficoltà nello studio.
Jaffa, il mio nome, è il nome di una cittadina palestinese come vi ho detto, ora occupata, e il suo significato è "bella". Come molti altri ragazzi del mondo ho molti hobbies. Amo leggere: lo scrittore algerino Ahlam è il mio favorito. Amo scrivere, amo navigare in internet e ascoltare Fairuz al mattino, così come fa la maggior parte dei palestinesi, e Abdel-Halim Hafez di sera. Ma mi piacciono anche molte canzoni straniere, soprattutto Enrique Iglesias e Lionel Ritchie.

Dopo tante immagini rubate dalle telecamere di tutto il mondo, ci riesce un po' difficile immaginare quelle catturate dagli occhi di una studentessa. Com'è la vita di uno studente palestinese?

La vita di uno studente in Palestina non è normale come quella di uno studente all'estero. C'è una grossa differenza tra le due. I Palestinesi, in generale, devono combatte re ogni giorno per le condizioni economiche, politiche, psicologiche e sociali che si vengono a creare. La maggior parte degli studenti lavora per pagarsi gli studi e i piccoli svaghi giovanili. Le studentesse palestinesi sono spesso anche mogli e madri, con responsabilità sia all'università sia in casa. Ovviamente la condizione degli studenti cambia da un ambiente urbano a uno rurale, migliore nel primo caso, soprattutto per le donne.

Com'è la Palestina che vedi oggi dalla finestra della tua stanza?

La Palestina di oggi non è quella dei giorni dell'Intifada. È alla ricerca di prosperità dal commercio e dal turismo, senza curarsi troppo di ciò che accade a Gaza, per esempio. Nel West Bank la gente vive ordinariamente e ha le stesse abitudini di sempre ma non ci sono più gli stessi legami sociali di prima dell'Intifada, ma sono ugualmente buoni. La Palestina sta vivendo un momento di crescita economica, seppure lieve, da quando Israele ha concesso agli "Arabs 48"(cittadini arabi di Israele", ndr) di accedere a gran parte delle città del West Bank. In particolare, nella città di Nablus, che è il centro del commercio per i palestinesi e per gli "Arabs 48" Anche il cibo tradizionale è sempre più richiesto e molti ristoranti stanno aprendo nella regione.

L'eredità di tanti anni di Intifada e guerra civile tra le fazioni di Fatah e Hamas sono molte vite spezzate, e gravi lacune nel campo dei diritti umani. In particolare, sono le donne e i bambini a soffrirne di più. Cosa ne pensi?

Attualmente anche le giovani donne palestinesi frequentano corsi e scuole, e in generale si cerca di combattere l'ignoranza, la povertà, di migliorare la situazione politica e lavorativa. L'educazione ora è migliore rispetto a prima grazie alle migliorate condizioni di sicurezza e alle campagne di istruzione.
Voi, lettori, sapete però che le ragazze della Palestina sognano più di quanto ottengano, siamo ciò che possiamo vivere.

Qual è il tuo sogno Jaffa?

Viaggiare e lavorare all'estero, ma non perchè io non ami la Palestina, è che sto cercando di vedere altri posti così cerco e mantengo contatti con ragazzi e ragazze stranieri, che conosco personalmente o meno.Viaggiare è un sogno che spero di realizzare, il mio sogno più grande e più bello. Come le altre ragazze palestinesi ho tanti altri sogni, ma posso permettermi di vivere solo la realtà di tutti i giorni.

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