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martedì 26 maggio 2020

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Google e ONG svelano i movimenti delle truppe di Khartoum

Pubblicate immagini via satellite di assembramenti militari intorno ad Abyei

28.01.2011 - Mauro Annarumma



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Il referendum in Sud Sudan ha segnato il passo dello scorso anno, e ne apre un'altro, il 2011, carico di aspettative ma anche paure.

Ad alimentare queste ultime arrivano ora le immagini via satellite dell'assembramento di truppe sudanesi, autoveicoli armati, artiglieria mobile, elicotteri da trasporto, lungo i confini con il Sud, nella regione di Abyei, ricchissima di greggio e contesa da un decennio dal Nord e dal Sud del Paese.

Le hanno rese pubbliche ieri Enough Project e Not on Our Watch, due Organizzazioni Non Governative statunitensi, che mesi fa hanno lanciato il “Satellite Sentinel Project” (SSP), in attesa del referendum sull'indipendenza del Sud Sudan, dal 11 al 15 gennaio scorso. L'iniziativa ha goduto di un buon ritorno mediatico, grazie al testimonial d'eccezione, George Clooney e ad alcuni sponsor importanti, come Google.

Le immagini, catturate dal satellite commerciale DigitalGlobe, confermano le relazioni circolate ultimamente su un ampio movimento di truppe a terra delle Sudanese Armed Forces durante il referendum. Quanto si vede sembra tuttavia smentire eventuali ipotesi su possibili dispiegamenti oltre confine. L'intento del governo centrale, a detta delle stesse ONG, sarebbe quello di circoscrivere l'area di Abyei, da anni motivo di scontri tra le due regioni del Sudan.

Resta il fatto, comunque preoccupante, che oltre 55.000 soldati regolari sosterebbero lungo i confini del Sud Kordofan, oltre la metà delle truppe regolari di Khartoum.

Il Presidente sudanese Omar Hassan al Bashir ha detto che accetterà il verdetto del referendum, ma le notizie di nuove tensioni con le comunità cristiane e animiste del Nord, l'arresto del principale oppositore, al Turabi, e le restrizioni sulla libera informazione, continuano ad accendere sempre nuove preoccupazioni anche sulla buonafede delle sue intenzioni, mentre, al contrario, i risultati parziali del referendum sull'indipendenza del Sud Sudan non danno adito a dubbi.

Se confermati, infatti, quasi tutta la popolazione della regione meridionale del Sudan (ha votato l'83% degli aventi diritto) , perlopiù animista e cristiana, avrà scelto per l'autonomia. All'indomani del voto, che sarà annunciato il 14 febbraio, restano però tutte le incertezze di un accordo, soprattutto commerciale oltre che politico, per lo sfruttamento del greggio di cui l'intera nuova regione è ricco. Se in Sud Sudan e ad Abyei, infatti, è concentrata la gran parte della quantità di greggio del Sud Sudan, a Khartoum, Nord Darfur, il governo di al Bashir detiene il controllo degli oleodotti per il suo trasporto alle zone di stoccaggio a Port Sudan, porto franco per la vendita a cinesi ed europei.

Proprio Abyei resta il nodo cruciale della pace in Sud Sudan: dopo anni di scontri tra ribelli del Sudan People Liberation Movement di John Garang e le truppe di Khartoum, si rischia di ripiombare nell'incubo della guerra.

 

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