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sabato 28 marzo 2020

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Il Maghreb e la regia di Internet

E’ possibile che la Rete abbia generato più moti di rivolta contemporanei?

27.02.2011 - Leo Sorge



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Seguendo i recenti, terribili accadimenti nordafricani, si ha l’impressione che sia stata una rivoluzione generata dalla tecnologia. In realtà non lo è più di quanto quella francese sia stata generata dalla stampa, ed altri esempi si potrebbero fare.

Il ruolo della tecnologia è lo spostamento degli equilibri economici da uno stato di quiete e cristallizzato ad un altro stato di ripensamento ed arricchimento. Comunque si voglia ignorarlo, questo cambiamento si configura come una guerra.

C'è però un aspetto nuovo: se finora le varie tecnologie si erano mosse in spaziotempi ristretti, adesso la tecnologia è planetaria. Può quindi sembrare normale che la rivolta dilaghi per migliaia di chilometri di costa. In realtà non è ragionevole: il Maghreb, ovvero l'occidente di lingua araba, è tutt'altro che un'area omogenea e in presenza di disomogeneità la rivolta dovrebbe arrestarsi.

 

Effetto smartphone

Non è questo articolo il luogo adatto per spiegare che concetti normali per gli Europei, come Stato, confini e democrazia, non abbiano validità al di fuori di una ben precisa area che non comprende il Nordafrica. In questo articolo sarà però necessario sorvolare su imprecisioni ed errori che questa generalizzazione comporta.

E' però indubbio che la condivisione a basso costo offerta dalle reti sociali da smartphone (e non da pc) sia stato un elemento di grande accelerazione nell'aumentare la rivolta. In questo sono fondamentali foto e video ripresi con questi dispositivi, che sono la vera essenza dell’oggi.

Certamente lo smartphone, per riprendere e comunicare tutti insieme, ha amplificato ciascuna rivolta. Se la rivoluzione si fosse sviluppata all'interno di uno solo degli Stati coinvolti, si sarebbe potuto pensare alla rete sociale anche come elemento detonatore.

Poiché così non è stato, penso si possa escludere che Internet abbia dato origine a ciascuna delle singole rivolte tutte nello stesso tempo.

La stessa causa, portata su terreni diversi, dovrebbe generare esiti diversi. Era ragionevole pensare che la guerra portata da Internet sarebbe stata economica nelle (e tra le) macroaree economiche più legate alla storia europea, e che avrebbe rischiato di essere guerra civile laddove il tempo è più indietro e le disomogeneità sociali più spinte.

Così è stato, certo; ma non era ragionevole che queste reazioni accadessero a catena, con effetto domino.

Questo ruolo non può essere attribuito a Internet, né alle reti sociali, perché ha bisogno di una regia di collegamento. Se proprio vogliamo cercarla, sempre in rete dobbiamo farla, e anche se altre lingue sarebbero intriganti (russo, cinese, anche francese) per vari motivi conviene limitarsi all’inglese o all’arabo.

 

Il ruolo di Facebook e Twitter

E' molto bello vedere le pagine Facebook in arabo dedicate agli eventi. Non serve capire l'arabo per leggere che ogni affissione in bacheca prende centinaia di commenti. Sarebbe stato bello vedere dei dati o dei fatti che coinvolgano anche Maktoob, il network arabo di origine giordana leader nell’area fino al recente sorpasso di Facebook, che nel 2009 è stato acquisito da Google, ma per ora non se ne trovano in Rete.

 

Forse qualcuno pensa che Facebook, e con lei la Rete intera, sia neutrale rispetto agli avvenimenti, ma non potremo mai saperlo visto che i fatti succedono e le interpretazioni possono essere diverse: qualcuno addirittura suggerisce una partecipazione attiva proprio di Facebook e di Twitter, che -involontariamente o non- avrebbero fatto o avallato scelte di regia.

 

Il complottismo è dietro l’angolo: c’è chi dice che la regia sia della Cia per il controllo dell’area, c’è chi dice che ci sono le petrolifere che vedono raddoppiare il prezzo del barile.

Come il martello o l’atomo, anche la Rete può essere usata in un verso o nell’altro.

 

 

Leo Sorge è giornalista e scrittore di new media su 01net.it. Ha coordinato alcune testate del settore, tra cui Byte Italia, Computer Shopper e Pc Upgrade e ha un presente nell'organizzazione di eventi quali, Inv Factor, patrocinato dal CNR, e CloudScene.

 

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