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giovedì 24 settembre 2020

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Prostituzione senza confini

Il mercato del sesso prima drammatica attrazione della Cambogia

17.04.2011 - Mauro Annarumma



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 There are big differences in prostitution. In Thailand the majority of the working girls do it to support there family or to buy themselves gold chains,mobile etc. They even could easily find another job like waitress, working in a shop etc. It is just not enough money for some luxury items. And nearly all of them are not forced into prostitution. I have seen all the farang bars as well as the local MPs where are only Thai men all over Thailand. But in Cambodia it is different. If you think it is the Khmer traditional way to fuck a 14 year old who is sold by their parents for some hundred dollars then I have to say this way sucks. But it is reality in this 3rd world country. That is not anti-sex-tourism propaganda. I am now nearly 2 months in Thailand and banged about 35 women but Cambodia is too much. If you go there and try the local brothels you will think the same.”

Kuranyi  

A scrivere quanto avete appena letto è un utente del forum International Sex Guide, uno tra i tanti cacciatori di sesso facile e senza scrupoli che alimenta il turismo sessuale internazionale. 

 4 milioni di donne e 2 milioni di minorenni nel mondo sarebbero venduti e acquistati da veri e propri trafficanti di uomini e gettati nel vortice nero del sesso a pagamento. Uno dei Paesi più vulnerabili è la Cambogia, messa in ginocchio dalla dittatura di Pol Pot e dei Khmer Rossi, dove il 35% della popolazione sopravvive con meno di un dollaro al giorno. Il “selvaggio ovest”, come lo chiamano qui, è il territorio di Poipet, un Eldorado per cambogiani e thailandesi già ricchi, circondati da famelici schiavi intenti a trainare, nel fango, vecchi carretti di pezze e verdure.

Secondo l’ Unicef il 30-35% degli schiavi sessuali nel Mekong ha tra i 12 e i 17 anni e, solo nella capitale Phnom Penh, i minori coinvolti sarebbero 8.000 e altri 28.000 farebbero i domestici, in stato di servilismo.

In Cambogia, come in altre regioni povere del mondo, è proprio un parente, un amico o la madre a vendere le bambine alla mafia. Molte vengono comprate perchè vergini, a somme che raggiungono a stento i 450$ e, una volta consumato il primo atto sessuale, operate e rivendute come illibate. Molte volte chi non è vergine viene maltrattata, picchiata e torturata durante l’atto sessuale, perchè se la donna grida e sanguina è come se venisse deflorata: in Cambogia si crede, infatti, che il sesso con le vergini possa far guadagnare l’immortalità. Lo testimoniano i segni delle sigarette sulle mani di alcune ragazzine, ad ogni modo reticenti a parlarne, molte delle quali si drogano per potersi prestare a giochi e torture dei clienti.

La prostituzione a Phonm Penh ha vissuto tre ondate di sviluppo:

- La colonizzazione francese;

- l’arrivo dei militari statunitensi e altri stranieri durante la guerra del Vietnam;

- l’arrivo nei primi anni 90 del personale dell’UNTAC (United Nations Transitional Authority)

- il turismo occidentale di oggi.

Alcune guide per turisti, vendute sulla strada, riportano l’indicazione precisa dei luoghi di perdizione più acclamati, con il tipo e l’età della “merce” offerta. n questi posti, come lo Champagne della capitale, che propone circa 100 ragazze tra 15 e 35 anni, hanno un’ampia sala vetrata per scegliere la ragazza, un’altra per accordarsi sul prezzo, una stanza tappezzata di posters di dive orientali con lo specchio, e un letto dove consumare il rapporto.

Ma sono gli stessi Cambogiani i migliori clienti dei mercanti del sesso, perchè ritengono che sia un loro diritto soddisfare il proprio “insaziabile” appetito sessuale. Nel 1994, la Care International, trovò che quasi il 70% di loro voleva visitare un bordello, o lo aveva già fatto.

In questo mare di pece, laici e missionari tentano di portare un pò di luce: comunità di Gesuiti e Salesiani e ONG occidentali, tentano di salvare e riscattare la vita di molte ragazzine e bambine della strada. Una di queste, Somaly Mam, liberata dalla schiavitù, ha fondato nel 1970 la AFESIP (Acting fo Women in Distressing Situations).

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