Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


sabato 04 aprile 2020

  • MP News
  • Mondo

Accuse pesanti: Hezbollah dietro l'omicidio di Hariri

Il Tribunale Speciale per il Libano starebbe per imputare Hezbollah dell'omicidio di Rafiq Hariri

23.07.2011 - Valentina Palumbo



Quale governo per il Libano?

MEDIO ORIENTE. Tentativo di compromesso tra la coalizione cristiano-sunnita ed Hezbollah  
Leggi l'articolo

Incontro al vertice tra Siria e Libano

MEDIO ORIENTE. Prima visita del presidente libanese Saad Hariri a Damasco  
Leggi l'articolo

POPOLI- Cambiamenti climatici e immigrazione: cosa li lega?

Ecco perché i fenomeni migratori vengono causati sempre più da cambiamenti climatici che da guerre
Leggi l'articolo

MEDITERRANEO - Tunisia: un "Leone" come nuovo premier.

Chi è il nuovo Premier tunisino? Ce lo spiega Francesco Mangiola per MpNews
Leggi l'articolo


(cc) yeaowatzop/flickr

Il 28 giugno 2011 il Giudice preliminare del Tribunale Speciale per il Libano, Daniel Fransen ha emesso gli atti di accusa relativi all’omicidio dell’ex Primo Ministro Libanese Rafiq Hariri avvenuto il 14 febbraio 2005 e di altre 21 persone.
Gli atti di accusa e i relativi mandati di arresto sono stati trasmessi alle autorità competenti due giorni dopo.
Il Tribunale non ha fatto a questo stadio alcun commento sull’identità delle persone accusate e lo stesso Giudice Franzen ha affermato che l’atto di accusa deve rimanere confidenziale allo scopo di permettere alle autorità libanesi di portare a termine i loro mandati di arresto.

Nonostante questo, presunte fughe di notizie hanno permesso ai media libanesi di diffondere l’ipotesi della messa in stato di accusa di quattro membri di Hezbollah. Sebbene la conferma avrà luogo solo alla fine del mese, perché le autorità libanesi dispongono di trenta giorni per arrestare gli imputati, le dichiarazioni rilasciate da Nasrallah sembrano confermare questi timori.
Il leader del Partito di Dio non ha mai smesso di accusare pubblicamente Israele della morte di Hariri come pure di una presunta “macchinazione” volta a far ricadere la responsabilità dell’attentato dapprima sul regime siriano e poi sul Partito islamista libanese. All’indomani dell’emissione degli atti di accusa è tornato ad esprimersi in tal senso lasciando intendere di come lui stesso sia certo che le identità nascoste appartengano a quattro membri di Hezbollah.

Hezbollah ha sempre avuto, sin dalla sua costituzione nel 2007, una posizione molto critica nei confronti del Tribunale, accusato di essere politicizzato ed eterodiretto. La stessa modalità di approvazione dello Statuto di questa Corte Mista è conseguenza di un contesto interno molto turbolento: l’accordo tra le Nazioni Unite e il Governo libanese che lo conteneva non ha mai goduto della ratifica parlamentare per via del rifiuto da parte del suo Presidente, uno sciita, di convocare il Parlamento a quello scopo. Il superamento dell’impasse avvenne all’epoca solo dopo che un gruppo di parlamentari rappresentante la maggioranza parlamentare, chiese che l’accordo venisse ratificato con una procedura sui generis ovvero mediante risoluzione del Consiglio di Sicurezza ex capitolo VII della carta dell’ONU.
Il 13 giugno 2011, dopo mesi di negoziazioni, il Libano ha assistito alla nomina a primo ministro di Nijab Mikati. Questa nomina è stata da subito accompagnata da molte polemiche. Mikati era già stato primo ministro nel 2005, e la sua nomina da parte del Presidente Emil Lahoud era avvenuta due mesi dopo la morte di Rafiq Hariri; tale designazione aveva goduto dell’appoggio dell’opposizione antisiriana nonostante la sua risaputa vicinanza con un regime, quello di Assad, che in quel momento era il principale indagato della Commissione Internazionale di inchiesta. In tal caso aveva vinto l’atteggiamento moderato di Mikati, che si contrapponeva con l’aperto schieramento pro siriano del suo avversario, Abdul Rahim Mourad.
Il secondo mandato di Mikati, quello di quest’anno, ha portato con sé una serie di segnali importanti. Innanzitutto è succeduto a Saad Hariri, figlio di Rafiq, secondo poi la sua candidatura è stata sostenuta da Hezbollah. Molti dei ministri nominati (19) appartengono ad Hezbollah o a partiti sostenitori del Partito di Dio. Il governo ha ottenuto la fiducia il 7 luglio 2011.

Non è difficile quindi, sulla base di queste considerazioni, comprendere quanto preoccupante sia la prospettiva di un’accusa a membri di Hezbollah. E’ chiaro anche come le accuse contribuiscano a far si che il del mondo arabo consideri il Tribunale Misto, unico nel suo genere tanto per competenza, quanto per composizione e modalità di istituzione, come uno strumento dell’Occidente volto a screditare l’unica forza libanese che è stata capace di resistere strenuamente a Israele nel sud del Libano e di costituire una minaccia ai suoi confini. La credibilità di un processo internazionale è venuta meno nonostante il Tribunale, dopo un anno dall’avvio dei suoi lavori, abbia ordinato di rilasciare quattro generali libanesi vicini all’establishment pro siriano sulla base dell’infondatezza delle accuse mosse contro di loro. I quattro erano in arresto cautelare da molti mesi a seguito delle considerazioni e degli elementi raccolti dalla Commissione di Inchiesta internazionale, i cui lavori hanno preceduto e accompagnato la formazione del Tribunale.
Anzi, proprio tale ammissione di errore, è alla base delle posizioni di coloro che ritengono come i giudici internazionali possano sbagliare ancora.

La conferma di un atto di accusa non significa che una persona sia necessariamente colpevole del crimine di cui è accusata, ma semplicemente che si sono raccolti elementi di prova soddisfacenti i requisiti richiesti a questo stadio della procedura. Significa altrimenti che, se tali elementi di prova non saranno contestati durante il processo, condurranno ad una condanna. Rimane in ogni caso fermo il principio di diritto internazionale secondo il quale un individuo è innocente fino alla prova della sua colpevolezza.
Ma l’imputazione di quattro membri di Hezbollah, oggi, in pieno sommovimento del Mashreq, non lascerebbe spazio a considerazioni di questo tipo. L’equilibrio della Terra dei Cedri è di nuovo traballante.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.