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lunedì 28 settembre 2020

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WORLD AFFAIRS/AFRICA - E' crisi tra Italia e Gran Bretagna per il fallito blitz in Nigeria

L’Italia interroga il Regno Unito per la morte del cittadino italiano e di quello britannico durante una operazione militare

12.03.2012 - Luca Mershed



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Attualmente il governo Monti deve far fronte a due conflitti diplomatici: uno con l’India, che trattiene in stato di fermo due marinai italiani accusati di avere ucciso due pescatori, in una delle azioni di contrasto alla pirateria a febbraio. L’altro, più recente, con il Regno Unito.

Vedendo nei dettagli quest’ultimo, Roma accusa Londra di non avere avvertito dell’operazione (fallimentare) delle forze speciali britanniche in Nigeria, volta alla liberazione di due ostaggi, tre giorni fa. Il tentato blitz ha provocato la morte dell’ingegnere Italiano Franco Molinara e del suo compagno di prigionia, il britannico Christopher McManus, rapiti il 12 maggio scorso.

L’operazione fu ordinata da David Cameron durante la mattinata di giovedì e fu eseguita in piena luce del sole qualche ora dopo. Secondo la versione data dal governo inglese, i sequestratori, sentendosi attaccati, avrebbero ucciso gli ostaggi con colpi di arma da fuoco diretti alla testa. Il governo italiano ha mostrato il suo forte disagio dinanzi all’evidenza che il premier britannico non informò dell’operazione, se non mentre era già in corso, conclusasi con un grave fallimento. Fonti diplomatiche britanniche avrebbero però assicurato che l’Italia conosceva in realtà, in anticipo, i dettagli del blitz: tanto che il portavoce di Downing Street ha ammesso più tardi alla BBC: “Si è discusso con l’Italia già quando l’operazione era in corso. La nostra priorità era rispondere alla situazione e fare tutto il possibile per risolverla”.

Per contro, il governo italiano ha ammesso di aver preso contatti con le autorità britanniche già agli inizi dell’operazione. L’esecutivo italiano spiega che “nelle ultime ore si erano accelerate le operazioni per scongiurare il timore dell’imminente pericolo di una esecuzione che incombeva sulle vite dei due prigionieri” e per questo si optò per un riscatto.

Il governo italiano si è stretto intorno ai familiari dei defunti, non senza mitigare il “conflitto” più verbale che diplomatico con il Regno Unito: infatti Monti ha dichiarato di non avere intenzione di fomentare ulteriori tensioni fra i due Paesi, ma esige che anche il governo nigeriano si pronunci sull’accaduto. Intanto mentre si accendono scontri politici tra Maroni e l’attuale ministro degli esteri, Terzi, si cerca di andare a fondo della questione per capire cosa abbia portato all’insuccesso dell’operazione di salvataggio e il perché della scarsa comunicazione fra i due paesi coinvolti.

In conclusione il quotidiano The Independent aggiunge informazioni sul gruppo protagonista dell’atrocità: i sequestratori dei due cittadini europei avrebbero dichiarato, in un video rilasciato qualche mese prima, di essere membri di Al Qaeda e che avevano l’intenzione di vendere i due prigionieri a una fazione più radicale per l’esecuzione.

 

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