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domenica 09 agosto 2020

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EUROPA - Il tribunale dell’Aia proscioglie un generale serbo

Si ripetono le assoluzioni come era successo per Gotovina e Haradinaj

02.03.2013 - Luca Mershed



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La sala degli Appelli del Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia (TPIY) ha assolto questo giovedì l’ex generale serbo Momcilo Perisic per le accuse di crimini di guerra e contro l’umanità.

Nel 2011, i guidici di primo grado lo condannarono a 27 anni di carcere per assassinio, persecuzione e attacchi contro civili, reati perpetrati in Bosnia e Croazia durante la guerra dei Balcani. La prima sentenza lo considerò “responsabile di aver aiutato finanzariamente e logisticamente i serbi della Bosnia e Croazia ed essere uno dei mandatari dei delitti nelle città di Srebrenica, Zagabria e Sarajevo”. La sala degli Appelli considerò che il “suo appoggio a questi delitti non fu provato e che si tratterebbero di supposizioni”.

Perisic fu il  Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Jugoslavo tra il 1993 e il 1998 (il momento di maggiore potere dell’ex presidente serbo Milosevic). Aveva il suo quartier generale a Belgrado (capitale serba) e l’appello considera che l’appoggio prestato all’esercito serbo-bosniaco (diretto dall’allora generale Ratko Mladic) “non costitusice in sé un delitto”.

L’interpretazione dei giudici d’ appello contrasta con l’allegato del tribunale di primo grado: era stato accusato di “prestare assistenza agli eserciti della Repubblica Srpska e alla Repubblica serba di Krajina sapendo che si stavano commettendo crimini di guerra e contro l’umanità”. Questa assistenza si considera prestata per i delitti di Sarajevo (10000 morti), il genocidio di Srebrenica (8000 uomini musulmani uccisi) e il bombardamento di Zagabria.

La liberazione dell’ex generale serbo fa supporre un nuovo passo indietro per le azioni giudiziarie dopo le assoluzioni  - anch’esse in sede di appello - dell’ex generale croato , Ante Gotovina, e il politico kossovaro Ramush Haradinaj. Al primo fu annullata una condanna di 24 anni di carcere per l’uccisione di 150 civili serbi; il secondo fu assolto in prima istanza nel 2008 e dopo nel 2012 (in sede di appello) per genocidio di serbi nel Kossovo.


 

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