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lunedì 25 marzo 2019

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EVENTI - V Congresso Mondiale contro la pena di morte

José Martinez, scampato all'esecuzione, parlerà a Madrid dal 12 al 15 giugno

09.06.2013 - Luca Mershed



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Lo scorso mercoledì alcuni attivisti che si battono contro la pena capitale hanno partecipato alla presentazione del "Quinto Congresso Mondiale contro la Pena di Morte", il più grande evento abolizionista del mondo. Fra i promotori figura José Joaquín Martínez, un ex condannato a morte che era detenuto presso la prigione di Tampa in Florida. Era stato condannato nel 1995, però il suo giudizio fu revisionato nel 2001 dopo una clamorosa e senza precedenti campagna internazionale. Queste le sue parole, riprese dalla stampa mentre ricordava il momento della scarcerazione: "Il ruolo dei mezzi di comunicazione fu fondamentale e grazie ad essi, alla pressione del Governo, alle organizzazioni abolizionistiche, non starei qua ora. Ma si deve fare di più".

Il Congresso si celebrerà a Madrid dal 12 al 15 giugno con la partecipazione di 1500 persone, più di 90 paesi rappresentati e 200 ex-detenuti che sono stati liberati dopo essere stati condannati alla pena di morte.

Sembra che il cammino verso l'abolizione della pena abbia avuto risultati positivi: infatti, si calcola che fino a 20-30 anni fa due terzi dei Paesi del mondo applicava questa condanna barbara, mentre oggi solo un terzo la mantiene in vigore. In totale, 105 Paesi l'hanno abolita attraverso la legislazione,e nella pratica lo hanno fatto in 38. Però in altri 58 si continua a giustiziare il condannato.

Rimanendo sempre in tema di numeri, si calcola che nell'anno passato almeno 682 prigionieri sono stati giustiziati in 21 Paesi (esclusa la Cina che conta migliaia di esecuzioni) e 1722 sono in fase di giudizio (fonte: Amnesty Internacional). Fra questi paesi, almeno sette giustiziano anche i minori anche se solo il Sudan, lo Yemen ed Iran lo fanno regolarmente. Si tratta di regimi considerati autoritari, a parte alcuni stati come Cina, Stati Uniti, Giappone, India e Taiwan.

Oltre all'Asia, le regioni in cui si eseguono più condanne sono il Medio-Oriente e l'Africa (ad eccezione di Gibuti che l'ha derogata). Ci sono alcuni Paesi (soprattutto nel Nord Africa) in cui si è cercato di attuare alcune riforme favorevoli all'abolizione, per esempio garantendo il diritto alla vita nella stessa costituzione.

Per quanto riguarda gli Usa, nel 2011 gli stati dell'Illinois, Conneticut e Maryland hanno soppresso la pena capitale, aggiungendosi agli altri 15 Stati in cui non si esercita più. È evidente che ogni anno ci sia più consapevolezza e volontà di cambiare questo sistema che sembra essere del tutto fuori dal tempo. Ad aiutare il processo, ci sono le stesse famiglie che hanno visto i propri cari morire e che nonostante questo continuano a promuovere una campagna di abolizione.

L'ex-condannato Martínez ricorda l'orrore totale che viveva ogni volta che la guardia entrava nella sua cella, pensando che lo andasse a prendere per condannarlo. Continua ad avere incubi con le lampadine che illuminano la sedia elettrica e per questo dice che non ne ha nella sua casa.

Insomma, sembra che qualcosa si stia muovendo e che risultati concreti e positivi si stiano ottenendo: bisogna continuare fino a quando sarà abolita in ogni Paese del mondo.

 

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