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martedì 18 febbraio 2020

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EUROPA - UE-Stati Uniti, accordo commerciale in vista: salute dei consumatori a rischio?

Dalla rattopamina agli OGM, ecco cosa potrebbe cambiare nelle nostre tavole

01.09.2014 - Marco Albonico



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Il Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP) consiste in un accordo commerciale e per gli investimenti in fase di negoziato tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti, il cui obiettivo è quello di rimuovere le barriere commerciali in una vasta gamma di settori economici per facilitare la vendita e l'acquisto di beni e servizi tra Europa e Stati Uniti, nonché la creazione di nuovi posti di lavoro.

Oltre a ridurre le tariffe in tutti i settori, Unione Europea e Stati Uniti mirano ad ottenere una riduzione delle "barriere non tariffarie," al fine di eliminare ostacoli al commercio provenienti da differenze nei regolamenti tecnici, i quali rappresentano spesso un aggravio inutile in termini di tempo e denaro per le aziende che desiderano piazzare i loro prodotti su entrambi i mercati.

L'accordo in corso di negoziato si inserisce all'interno dei processi di liberalizzazione del commercio internazionale ed è appoggiato da quegli economisti che sostengono l'efficienza ed i vantaggi del libero scambio. Ricerche indipendenti mostrano che il TTIP potrebbe far aumentare l'economia europea di 120 miliardi di euro, quella statunitense di 90 miliardi e quella del resto del mondo di 100 miliardi. Inoltre, come evidenziato dal Centre for Economic Policy Research di Londra, una volta che l'accordo sarà pienamente attuato ogni famiglia europea potrebbe ricevere benefici pari a 545 euro all'anno.

Purtroppo, come tutte le medaglie anche il TTIP ha il suo rovescio. Secondo Friends of the Earth Europe, la liberalizzazione degli scambi commerciali e l'omologazione di standard tecnici metteranno in serio pericolo l'industria alimentare europea, a rischio contaminazione da organismi geneticamente modificati (OGM). A tal proposito, ha scritto una lettera al Commissario UE incaricato del commercio Karel De Gucht, evidenziando come l'accordo metterà a repentaglio la sicurezza alimentare e la salute dei consumatori europei.

Come dimostra una bozza del XX° capitolo dell'accordo, trafugata e divulgata dall'Istituto per le politiche agricole e commerciali (IATP), i negoziatori continuano a subordinare gli standard sanitari e fitosanitari alla massimizzazione del commercio internazionale. Come recita infatti l'articolo 2, uno degli obiettivi è quello di "assicurarsi che le misure sanitarie e fitosanitarie non creino barriere ingiustificate al commercio."

Nello stato attuale delle negoziazioni, il TTIP imporrebbe all'Unione Europea l'accettazione di livelli di contaminazione di cibi adulterati decisi non dagli stati membri, bensì dal 'Codex Alimentarius', un insieme di regole e di normative elaborate da una Commissione istituita dalla FAO e dalla Organizzazione Mondiale della Sanità che "dovrebbe" proteggere la salute dei consumatori. Tali standard sono tuttavia decisamente inferiori rispetto a quelli europei, a causa delle forti pressioni e delle attività di lobbying dell'industria statunitense.

Un caso che suscita preoccupazione è quello della rattopamina, un ingrassante per suini e bovini ampiamente usato oltreoceano ma vietato nel territorio comunitario in quanto non reputato abbastanza sicuro da poter entrare nella catena alimentare. L'accordo metterebbe fine a tale divieto ed imporrebbe all'Unione Europea l'accettazione incondizionata degli scarsi standard di sicurezza alimentari statunitensi. Difatti, come recita l'articolo 9, ciascuna delle parti sarebbe responsabile di assicurare che i "prodotti esportati soddisfino le misure sanitarie e fitosanitarie del paese importatore," senza la necessità di una re-ispezione o di ulteriori garanzie.

Per quanto riguarda gli OGM, molti dettagli dell'accordo non sono ancora noti ma è chiaro che, all'attuale stato dei negoziati, la salute dei consumatori europei venga messa in secondo piano rispetto agli interessi dei grandi gruppi di potere. Inoltre, come ha affermato Steve Suppan, Senior Policy Analyst presso l'Istituto per le politiche agricole e commerciali, "il fatto che il pubblico debba basarsi esclusivamente su documenti trapelati per scoprire come questi accordi possano avere un effetto negativo sulla salute e la sicurezza rappresenta un affronto alla democrazia."

Da qui l'importanza e l'urgenza di un'azione mediatica in grado di fornire un'informazione trasparente ed accurata, requisito fondamentale in una società democratica ove un'opinione pubblica informata può e deve assicurare un controllo sulle istituzioni al fine di garantire, oltre ad una prosperità economica, anche e soprattutto la tutela della salute dei consumatori.

 

 

 

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