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domenica 15 dicembre 2019

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Speciale Balcani

Peacekeeping, Kosovo, Europa. Interviste all'ambasciatore Haračić e al professor Terzuolo

23.12.2007 - Redazione



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“I Balcani producono più storia di quanta ne possono digerire”. Con questa frase Winston Churchill, decenni or sono, riassunse la condizione sempre instabile di questa penisola dell’Europa orientale. Una condizione che negli anni è mutata poco. A più di dieci anni dalla fine della guerra, infatti, la Bosnia-Erzegovina stenta a muoversi con le proprie gambe, ancora dipendente dagli aiuti internazionali e dalla presenza delle forze internazionali di peacekeeping. Il paese è attraversato da una nuova crisi istituzionale e teme la diffusione di nuove divisioni e violenze tra le sue diverse nazionalità. Le riforme chieste da Bruxelles per siglare con Sarajevo l'Accordo di stabilizzazione e associazione all'Ue si sono bloccate ed i serbo-bosniaci sono contro le misure prese dall'Alto Rappresentante, Miroslav Lajcak, per semplificarne l’approvazione in Parlamento; in particolare, i rappresentanti serbo-bosniaci si oppongono alla riforma per l’unificazione della polizia, oggi gestita autonomamente dalle due entità serba e croato-musulmana.

Un’altra zona dei Balcani, il Kosovo, dopo le elezioni di novembre e la vittoria del PDK, sembra essere sempre più vicina all’indipendenza dalla Serbia. Con tanti dubbi da parte della comunità internazionale e molte incognite sul suo reale futuro.

Meltin’pot ha voluto affrontare questo tema sentendo il parere di Midhat Haračić, Ambasciatore della Bosnia-Erzegovina in Italia e di Eric R. Terzuolo, diplomatico statunitense – già membro del Dipartimento di Stato americano in qualità di Desk Officer per la Jugoslavia (1989-1990) – e docente di Geopolitica presso la facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre.

 


Obiettivo Balcani

Valentina Vivona intervista Midhat Haračić, Ambasciatore della Bosnia-Erzegovina in Italia

«Kosovo indipendente? I fatti sono sempre stati creati sul territorio»

Luca Paccusse intervista Eric R. Terzuolo, diplomatico USA e professore a Roma Tre
21-11-1995 Accordi di Dayton per la Bosnia: sancita la divisione, proclamata durante la guerra (1992-1995), in Republika srpska (49% del territorio) e Federazione croato-musulmana (51%). Affidato all’Alto Rappresentante (OHR) il compito di monitorare sull’applicazione degli accordi.
10-06-1999 Risoluzione 1244 dell’ONU: istituite due missioni in Kosovo. KFOR deve garantire la sicurezza della provincia, UNMIK promuovere l’autogoverno. Tuttora il Kosovo è sotto il protettorato internazionale di UNMIK.
01-10-2006 Elezioni politiche in Bosnia: ridimensionati i tradizionali partiti nazionalisti. In campo serbo-bosniaco, oltre il 50% dei consensi sono andati al SNSD guidato da Milorad Dodik.
19-10-2007 Bosnia. Lajcak (OHR) modifica la legge che disciplina Consiglio dei Ministri e Parlamento. Dodik minaccia le dimissioni di tutte le componenti serbe nelle amministrazioni statali se non ritirerà il decreto. Lo appoggia il premier serbo Kostunica.
25-10-2007 Il parlamento europeo approva un rapporto per una rapida integrazione della Serbia in Europa.
12-11-2007 La presidenza tripartita bosniaca accetta le dimissioni del primo ministro Špirić (SNSD), rassegnate il 1 novembre. Se entro 30 giorni non sarà nominato un nuovo esecutivo, si andrà alle elezioni.
17-11-2007 Elezioni in Kosovo: dati ufficiosi danno come vincitore il maggiore partito d’opposizione, il PDK. Boicottaggio elettorale da parte dei serbi.
10-12-2007 Data prevista per la consegna della relazione della Commissione ONU (USA, Russia, UE) sui negoziati per lo status del Kosovo.
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