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venerdì 29 maggio 2020

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Sistema politico 2008: tra marketing e programmi

03.03.2008 - Carlo Guglielmo Vitale



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Siamo ormai nel pieno della campagna elettorale 2008: molte novita’ sono in campo nel centrodestra e nel centrosinistra. Da un punto di vista complessivo il nostro sistema politico si sta indirizzando verso una riduzione della frammentazione, anche se non mancano spinte contrarie; il prof. Antonio Agosta (insegna Scienza Politica e Sistema Politico Italiano presso la facolta’ di Scienze Politiche di RomaTre) ha ipotizzato che l’ideale sarebbe avere non piu’ di 4-5 partiti ognuno rappresentante di una certa area politica, come in parte sta avvenendo.
E’ indubbio il merito del Partito Democratico (PD) di aver spinto il sistema verso una riduzione del numero dei partiti: ha dato la spinta decisiva per la fusione di Forza Italia e Alleanza Nazionale nel Popolo delle Liberta’, di cui si parlava da molto tempo; ha indotto i vari piccoli partiti della sinistra radicale a unificarsi nella Sinistra-Arcobaleno; da poco anche l’UDC si e’ alleata con la Rosa Bianca, con l’obiettivo futuro di un’unificazione, facendo attenzione a non presentarsi all’elettorato come una nuova DC; l’area di estrema destra e’ andata in controtendenza con la nascita di un nuovo partito.
Se dal punto di vista della frammentazione la politica sembra che stia migliorando, dal punto di vista dei programmi invece regna una confusione totale, certamente nel mese in corso la situazione diventera’ piu’ chiara: in questo momento e’ evidente l’utilizzo di tecniche di marketing tipiche della pubblicita’. Le scenografie, i linguaggi, i simboli, chi presentera’ meglio l’immagine del proprio prodotto/partito avra’ chances maggiori di vittoria. Il fenomeno dell’anti-politica di Grillo e la crisi economica hanno forgiato i linguaggi e le proposte nuove dei leader.
Il PD si presenta come novita’: piu’ che a idee innovative siamo di fronte ad una novita’ d’immagine. Scompare il nome “sinistra” dal partito, si parla di toni pacati, si candidano persone della strada, il logo riprende i colori della bandiera italiana. Tutto questo certamente ha una forte valenza emotiva sull’elettore, che distratto dai linguaggi e dai colori si dimentica il passato prossimo e remoto del PD e di Veltroni.
La Sinistra-Arcobaleno corre in senso contrario, sottolineando la sua appartenenza ideologica ma con alcune innovazioni di linguaggio. Questa formazione politica non e’ una fusione come quella del PD, i partiti che ne fanno parte non si sono sciolti, potrebbe definirsi una coalizione elettorale. Non sappiamo se si evolvera’ come soggetto completamente unitario o se potrebbe tornare indietro. Oltre i temi classici del comunismo (lavoro, sociale…) grande attenzione e’ rivolta ad ambiente, disarmo, istruzione, taglio ai privilegi.
Passando per il centro l’UDC e la Rosa Bianca intendono dar vita alla “Costituente di Centro”, con temi chiave quali la famiglia, l’etica, la riduzione di costi e privilegi della classe politica… Anche qui il marketing fa da padrone: e’ sufficiente dare uno sguardo al sito dell’UDC: e’ addirittura possibile acquistare gadgets come orologi e magliette con colori e loghi del partito.
Sul sito web dell’UDEUR si puo’ scaricare la canzone del partito… anche qui temi dominanti sono quelli della famiglia e del mezzogiorno.
L’altro grande partito oltre il PD e’ il PDL. Piu’ che di uno spostamento a destra dell’asse FI-AN come alcuni hanno detto, mi sembra l’inverso: e’ AN che si e’ avvicinata al centro unendosi a FI. Per il momento la fusione non vi e’ stata, si tratta piu’ che altro di un cartello elettorale come quello della Sinistra-Arcobaleno. Certo questi cartelli sembrano piu’ forti delle coalizioni, forse per la maggiore omogeneita’ interna. D’altra parte il PD, nonostante sia nato da una fusione, ha dei problemi di eterogeneità’ interna.
Il PDL ha come slogan “Rialzati Italia!”, il programma e’ piu’ concreto di quello del PD ma hanno alcuni elementi comuni: riduzione delle tasse, sostegno ai lavoratori precari… Il cuore del programma di Berlusconi e’ sostanzialmente rimasto invariato rispetto al passato, mentre il PD si e’ adeguato al clima attuale ricalcando in parte quello del PDL.
Per “lottare” contro l’anti-politica crescente, alimentata da Grillo, anche nel PDL non si candideranno persone condannate… con la clausola che esclude i condannati per motivi politici. Un modo per omologarsi alla volonta’ di tutti i partiti, ma allo stesso tempo permettere la ricandidatura del leader: avrei preferito che il PDL non si omologasse, piuttosto che inserire una clausola cosi’ assurda.
Infine due parole su “La Destra”, il nuovo partito di Storace: leggendo il documento programmatico del partito emerge con chiarezza il riferimento al MSI, sia dal linguaggio sia dalle proposte. E’ chiara la volonta’ di ritornare al momento precedente a Fiuggi, di fuggire alla deriva centrista di AN iniziata in quel momento.
Complessivamente emerge con chiarezza una tendenza forte verso il centro dell’asse politico destra-sinistra, iniziato con la cosiddetta Seconda Repubblica. Dal momento in cui la DC si e’ disgregata, al centro e’ rimasto un vuoto che e’ stato via via riempito con la moderazione delle posizioni politiche, con la corsa verso un serbatoio di elettori molto ampio: ecco dunque la nascita di FI, l’abbandono dell’eredita’ fascista del MSI (divenuto AN) e la progressiva perdita dell’ideologia comunista del PCI (trasformatosi in PDS, poi in DS e infine PD).
Vedremo il 12-13 aprile come si distribuira’ il voto degli italiani…

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