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giovedì 24 settembre 2020

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La superiorità morale che non c'è

Le intercettazioni telefoniche gettano un certo discredito sulla dirigenza DS. È forse morta la presunta superiorità morale del centro-sinistra?

26.06.2007 - Paolo Ribichini



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Capodanno 1968 Mussi e D’Alema, da www.fabiomussi.it/

Le recenti intercettazioni telefoniche riguardanti Massimo D’Alema e Piero Fassino non rappresentano prove di atti illeciti compiuti dai due politici. A meno che non emergano altri elementi, nessun reato è stato compiuto. Nella sostanza, nulla di nuovo sotto il sole. Più di un anno fa erano emerse le intercettazioni telefoniche tra Fassino e Giovanni Consorte. «Allora abbiamo una banca?» esordì così Fassino.

Il grande “botto”, tanto atteso dalla stampa vicina alla CDL, per ora non c’è stato. Dalle indagini non è emerso nulla di rilevante e, ancora una volta, con ogni probabilità, dovremo considerare anche questa vicenda come una delle tante montature, create ad arte, per infangare il centro-sinistra? Forse. In passato il caso Telekom Serbia si è rivelato una vera e propria bufala orchestrata da personaggi poco raccomandabili come Igor Marini e Mario Scaramella. Ma, quest’ultimo caso non si tratta di pura e semplice montatura. Quello che è stato divulgato non è frutto di testimonianze più o meno fasulle ma telefonate fatte dalle più alte cariche dei DS. Se non c’è un problema di corruzione, certamente emerge una questione morale: perché un segretario di un partito si felicita per l’acquisto da parte dell’Unipol di quote della BNL? Qual è il rapporto che sussiste tra Unipol e il partito che Fassino rappresenta, i DS? Certamente esiste un’ampia zona oscura in cui politica ed economia si toccano e spesso si fondono. Il problema non riguarda solo la sinistra. Ovviamente non ci riferisce solo al palese conflitto d’interesse del capo dell’opposizione, Silvio Berlusconi, ma anche a tutte quelle scalate di Gianpiero Fiorani sull’Antonveneta e delle particolari rivelazioni di Ricucci. La commistione tra economia e politica comporta uno spostamento della competizione politica tra due schieramenti dal piano programmatico al piano economico. Vince chi ha più soldi da investire in campagne elettorali. Vince chi detiene il potere economico. Vince chi detiene il controllo dell’informazione. Ma tutto questo cosa c’entra con la politica, quella vera?

La questione morale che emerge da ciò, interessa maggiormente il centro-sinistra. Infatti, sulla moralità si basa spesso il rapporto con il proprio elettorato. Quel centro-sinistra immacolato nell’immaginario collettivo dei propri elettori non esiste più o rischia rapidamente di sparire. E se destra e sinistra “sono uguali”, se quelle doti morali che sono sempre state, per gli elettori del centro-sinistra, un discrimine fondamentale rispetto al centro-destra, vengono a mancare, le certezze degli stessi elettori si dissolvono nel qualunquismo. Il mito della superiorità morale non c’è più. Ma forse era solo veramente un mito.

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