Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


lunedì 19 agosto 2019

  • MP News
  • Attualità
  • Politica

Come chiudere la transizione italiana/2

Sistema spagolo, referendum, bicameralismo e fine delle coalzione: entriamo nel vivo della discussione

03.12.2007 - Redazione



PD e PDL tanto fumo…

Sembrerebbe che il tanto agognato bipartitismo stia divenendo realtà, ma all’orizzonte dei due principali partiti...
Leggi l'articolo

Il palazzinaro di Stato consente la licenza d’abuso

Verrà proposto ad alcune Regioni un presunto piano per l’edilizia che costituirebbe l’ossatura di una riforma da...
Leggi l'articolo

Le Europee alle porte e la sconfitta annunciata

Il neo-segretario democratico sposa il progetto di una nuova alleanza europea di centro-sinistra, distinta dal Partito...
Leggi l'articolo

Quali prospettive per le riforme - di Paolo Ribichini
Quella che si è soliti chiamare con il nome di Seconda Repubblica, non è altro che un lungo periodo di transizione del sistema politico italiano. Questa eterna transizione fu determinata da una crisi politico-istituzionale dei primi anni Novanta. Anti-politica e desiderio di aver un sistema dell’alternanza. Il Mattarellum sembrò la strada più utile per guidare il sistema verso il cambiamento. Oggi effettivamente esiste un polo di destra e uno di sinistra, ma ogni polo è eccessivamente frammentato ed eterogeneo e ogni componente, anche la più piccola, gode di un grande potere di ricatto. La conseguenza è l’ingovernabilità di questo paese.
Qual è allora la strada? In primo luogo la riforma del sistema elettorale che permetta ad alleanze ristrette di governare. Io credo che la strada migliore sia il sistema spagnolo o anche la legge che potrebbe scaturire dal referendum, con un premio per il partito che ha raccolto più voti.
Ma forse ciò non basta. È necessaria una riforma costituzionale che renda la procedura legislativa più fluida, rapida e puntuale, e che consenta al Presidente del Consiglio di dettare realmente la linea politica dell’esecutivo. Oggi, grazie agli scontri interni ai poli, si apre uno spiraglio di soluzione della transizione. Il PD da una parte e Berlusconi con il suo PPL dall’altra, potrebbero allearsi per una riforma elettorale bipartitica che metta fuori gioco gli scomodi alleati. Tutto dipenderà dalla durata del governo Prodi. Per una riforma costituzionale, la strada forse potrebbe essere più lunga, non se attraverso un “governissimo”.

Bicameralismo perfetto da abbattere - di Raffaele Saggio
Ormai è di fronte a tutti. Cambiare è necessario. Il punto chiave è sapere cosa e come effettuare questo cambiamento. Finalmente le forze politiche hanno capito che intervenire sulla legge elettorale non basta, bisogna andare alla radice, creare una struttura istituzionale compatibile con il nuovo sistema partitico che sta venendo alla luce. La legge elettorale deve essere dunque il naturale corollario di un cammino che si promette di partire da molto più lontano; un cammino capace di vedere l'anomalia più grande del nostro paese e risolverla una volta per tutti. Questa anomalia si chiama bicameralismo perfetto, un handicap istituzionale che l'Italia si trascina da troppo tempo; trovare una soluzione alternativa alla seconda Camera è il passo chiave da compiere.
Perchè questa è la nostra vera radice marcia, sradicandola e piantandone una nuova saremo finalmente in grado di veder crescere qualcosa di nuovo, un albero sano e robusto in grado di rispondere alle domande politiche di oggi - costi della politica, federalismo, sistema partitico - con autorità e prontezza.

La fine delle coalizioni - di Vittorio Banfi

Il processo è stato innescato da una sola frase di Veltroni: «Il Pd potrebbe anche correre da solo». Confusione tra gli alleati dell'Unione e gelo improvviso nella morente CdL. La riforma del «porcellum» appare quindi come un passaggio obbligato, ma controverso. Aldilà dell'apparente consenso più o meno generalizzato sul modello tedesco, il vero nodo dell'attuale proposta (il vassallum) sta nel fatto che si voteranno direttamente i partiti, e non le coalizioni - che saranno decise successivamente al voto, in sede parlamentare. Si chiarifica quindi il «potremmo correre da soli» veltroniano, e il suo, fattuale, accordo diretto con Berlusconi, saltando tutti gli alleati «minori». Il programma democratico-forzista sembra diventare quello di schiacciare i partiti più piccoli non attraverso un palese sbarramento troppo alto, ma con un'egemonia parlamentare slegata da logiche di coalizione. Vedremo come risponderanno le «ali», quindi.

 

pagina precedente | pagina successiva

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.