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giovedì 24 settembre 2020

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Sdoganiamo il peer-to-peer

26.06.2007 - Eva Songini



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Nonostante il 6 febbraio sia stato inferto alla rete il più serio attacco hacker dal 2002 e che per 12 ore, alla Icann, 3 dei 13 server centrali che controllano il traffico mondiale siano stati sottoposti a disturbi esterni, Internet rimane ancora imbattuto e resta il maggiore sistema di comunicazione mai esistito.
Ecco le più importanti novità: per visitatori web sempre più colti e aggiornati arriva l’era della “libera lettura”. L’Università di Princeton (USA) ha infatti accettato il progetto di Google per la messa in rete di una vera e propria biblioteca on line, con l’obiettivo di rendere possibile l’accesso gratuito ai capolavori di tutta la letteratura mondiale (solo l’Università di Princeton potrebbe mettere a disposizione 6 milioni di opere).
Ma soprattutto si realizza la possibilità di una musica senza vincoli, di un futuro all’insegna della libera circolazione delle note. Mai più software anti-pirateria per la musica in rete. Lo ha chiesto il delegato della Apple facendo riferimento alle 4 più importanti case discografiche mondiali. La richiesta è la conseguenza dell’innegabile squilibrio presente tra i sistemi di diffusione della musica esistenti. In due mesi il mercato “pirata” fa’ circolare lo stesso numero di canzoni vendute in 4 anni dall’archivio che vende il 70% della musica in rete e che comunque permette l’acquisto di dischi alla metà del prezzo di un cd da negozio.
I “baratti musicali” fatti dalle piattaforme peer to peer (P2P) come Gnutella, BitTorrent ed eMule sono del tutto legali (per l’Italia fa’ fede la sentenza della Corte di Cassazione del 9 gennaio scorso) e sarebbe, a detta dei rappresentati della Apple, una perdita enorme non riconoscere l’impatto di questo fenomeno (chissà se sono d’accordo i proprietari delle case discografiche??).
Facciamo il tifo perchè tutte queste iniziative diventino realtà, perché sempre più questo fantastico strumento possa aiutarci a diventare una grande comunità interattiva e internazionale.
Unica clausola: che rimanga uno strumento, non confondiamolo con la realtà!

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