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venerdì 29 maggio 2020

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Considerazioni sul testamento biologico

Il caso Englaro, possiamo evitare controversie così drammatiche in futuro? Con l’attuale proposta di legge risulterebbe alquanto difficile: vediamo perché

15.02.2009 - Carlo Guglielmo Vitale




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Dopo il triste e dibattuto caso di Eluana Englaro è ora di fare in modo di evitare per il futuro controversie così aspre e difficilmente risolvibili, almeno sul piano morale ed etico. Non pare che sia questa la strada imboccata dalla maggioranza trasversale, non solo la maggior parte dei parlamentari di centrodestra ma anche parte del centrosinistra. Perché ritengo questo? Lo dimostrano i fatti: il progetto di legge (ddl) Calabrò (DAT; dichiarazione anticipata di trattamento ovvero testamento biologico), che abbiamo visto in queste pagine poco tempo fa, e' quanto di peggio potevano fare i nostri rappresentanti.

Come avevamo già detto, sono tre i punti controversi del ddl sulla DAT, ovvero:

1.      L'alimentazione e l'idratazione artificiali non possono formare oggetto della dichiarazione, perché considerati atti di sostegno vitale e non trattamento medico;

2.      La DAT ha valore legale di tre anni, dopodiché deve essere riconfermata di volta in volta;

3.      La DAT potrà essere disattesa (con motivazione) dal medico nel caso in cui non sia più corrispondente agli sviluppi tecnico-scientifici.

Sul primo punto la questione è amletica ma giunge ad assisterci la Carta Costituzionale all'art. 32 c. 2 dichiarando che nessuno può essere obbligato a sottoporsi a trattamenti sanitari. L'alimentazione e l'idratazione artificiali ritengo che, come la ventilazione assistita, siano pur sempre "interventi" medici artificiali, dunque il paziente potrebbe rifiutarli se lo desiderasse. Può essere considerata a ragione sia una scelta sbagliata (per ora penso questo), sia una scelta giusta, ma è e rimane una decisione che spetta in ultima istanza ad ognuno di noi.

Il secondo punto afferma obiettivamente qualcosa di assurdo e inconcepibile. Perché? Immaginate che abbiate compilato una dichiarazione anticipata di trattamento, vi rendete conto che dovreste rifarla, o comunque confermarla, ogni tre anni? Come se stessimo sempre a pensare ad un'eventualità tanto spiacevole...! Teoricamente è concepibile una conferma periodica, poiché le tecniche mediche progrediscono nel tempo, ma tre anni sono ridicolmente pochi.

Il terzo punto contiene qualcosa che rischia di invalidare tutto perché se il medico, in caso di progressi tecnico-scientifici, può disattendere con motivazione il testamento biologico, allora la validità dello stesso risulta fortemente limitata.

Il dibattito certamente non può ridursi in soli questi tre punti, ma abbiamo parlato degli elementi sui quali le posizioni sono dicotomiche. Se ci ragionate capirete che in fondo su qualunque tematica esistono diverse posizioni logicamente coerenti, ma una legge deve essere realizzata per evitare casi così drammatici e laceranti come quello Englaro (chi non ha avuto dubbi sulla propria posizione in queste settimane?). Rimane un problema però: cosa succederebbe nel caso in cui il soggetto non espliciti per iscritto la sua volontà? E' da stabilire attraverso la legge come per gli altri elementi della questione non analizzati in queste righe.

 

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