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Via alle punizioni per i pirati dell’ambiente

15.06.2007 - Marco Bolsi



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Finalmente anche l’Italia entra a far parte di quei paesi europei che puniscono con sanzioni gravi i reati ambientali. Infatti finora i deturpamenti del paesaggio e i danni agli animali erano considerati reati o illeciti trascurabili perché condannati con multe poco salate. Adesso si cambia: è stato approvato il disegno di legge, proposto dal Consiglio dei ministri, che prevede l’introduzione, accanto ai reati presenti nel Codice penale, di una nuova categoria: i delitti contro l’ambiente. La proposta era già stata esaminata nel precedente governo di centrosinistra ma rinviata dal Parlamento. Questa volta sarà praticamente impossibile continuare a derogare: infatti Bruxelles sta cercando di imporre una direttiva che obblighi tutti i paesi a tutelare i diritti ambientali.

Gli eco–reati prevedono sanzioni che arrivano fino a 10 anni di carcere e a 250.000 euro di multa. Più specificamente chi danneggia il paesaggio rischia dai due ai sei anni e una sanzione pari a 60.000 euro; chi traffica con rifiuti tossici andrà incontro a cinque anni di carcere e a una multa dai dieci ai trentamila euro. Nel caso in cui i danni siano provocati da gruppi organizzati le pene aumentano di un terzo. Tra le altre sanzioni vanno ricordate quelle per l’alterazione del patrimonio naturale, per l’inquinamento ambientale e per il trasporto illecito di materiale radioattivo.
Il disegno di legge prevede anche il ravvedimento operoso: coloro i quali saranno disposti ad aiutare attivamente le forze di giustizia per evitare un peggioramento ulteriore del danno vedranno una riduzione della pena da metà ai due terzi.

La legge, proposta dai ministri dell’Ambiente e della Giustizia, ha trovato larghi consensi. Era inaccettabile che fino a poco tempo fa i trasgressori potessero provocare eco-reati senza essere puniti severamente. Finalmente è stato sanato un paradosso inaccettabile fonte di disastri continui: secondo una stima di Legambiente ogni ora in Italia vengono compiuti tre delitti ambientali, una vera piaga sociale per il nostro Paese. Speriamo che questi provvedimenti abbiano risultati concreti ed efficaci e non servano soltanto a mettere a posto le coscienze.
Forse un invito a far del bene da parte della natura, così maltrattata ultimamente dall’uomo, viene dall’emersione relativamente improvvisa di un’isola in Groenlandia, che si chiama Warming Island, un lembo di terra circondato in tutti i suoi lati dall’acqua, l’oro blu che rischia di sparire insieme alle bellezze che l’ambiente continua ad offrirci e che noi sembriamo ignorare.

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