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Un paese che cambia, o forse no

Il Viminale rende noto il “Rapporto sulla Sicurezza”. Aumentano i delitti compiuti dagli immigrati e aumentano le violenze sulle donne

26.06.2007 - Paolo Ribichini



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di marysuerphotoeth, http://flickr.com/photos/marysuephotoeth/

Il Ministero degli Interni rende noto il «Rapporto sulla Sicurezza 2006». Il numero degli omicidi è in forte diminuzione: nel 2006 ne sono stati registrati 621 contro i 1.901 del 1991, ed il trend è in costante diminuzione. Si muore per atto violento di più al sud che al centro-nord, mentre i delitti attribuibili alla criminalità organizzata sono drasticamente diminuiti, attestandosi al 19,4% contro il 36,8% del 1991. Decrescono anche gli omicidi per furto o rapina che passano da poco più di 100 negli anni Novanta a 53 nel 2006. Sono, invece, in forte aumento i delitti mortali compiuti in ambito familiare o per ragioni sentimentali: dei 621 omicidi del 2006, 192 hanno avuto un movente passionale o familiare. Nonostante questi dati genericamente positivi, crea allarme il fatto che su tre denunciati per omicidio uno è straniero e per il 90% irregolare. Infatti, è preoccupante che tali reati siano commessi per il 32% da stranieri (regolari ed irregolari) che rappresentano circa il 5% della popolazione presente sul territorio italiano. Il Viminale sottolinea che il problema riguarda in particolar modo gli irregolari, mentre gli immigrati regolari hanno un tasso di delittuosità prossimo a quello dei cittadini italiani.
Allarmanti sono anche i dati relativi alla violenza sulle donne. Si calcola che nel corso della loro vita abbiano subito violenza fisica e/o violenza sessuale quasi 7 milioni di donne. Di queste, 4 milioni hanno subito violenza fisica, mentre 3 milioni hanno subito almeno una violenza sessuale, mentre 2 milioni hanno subito sia violenza fisica che violenza sessuale. Di queste quasi 500 mila hanno subito uno stupro mentre 700 mila un tentativo di stupro. Nel 2006 hanno subito violenza 1.150.000 donne, il 5,4% della popolazione tra i 16 e i 70 anni. Due atti di violenza su tre sono stati compiuti dal partner della vittima (il 69,7% nel caso degli stupri).

Il «Rapporto sulla Sicurezza 2006» ci conduce verso due constatazioni. In primo luogo il rapporto ci fornisce il quadro di un paese che sta parzialmente cambiando. L’immigrazione in Italia ha raggiunto un livello elevato e, di conseguenza, i problemi connessi con essa sono aumentati. Lo status di «clandestino» è la causa di emarginazione sociale più importante. E l’emarginazione sociale è certamente la causa prima degli atti delittuosi. Questi dati ci debbono far riflettere sulla necessità di inclusione di questa nuova classe di emarginati all’interno della società. In secondo luogo, il rapporto dimostra che la condizione femminile in Italia è ancora di subordinazione. Il fatto che gran parte delle violenze si consumino all’interno delle mura domestiche, dimostra quale sia il ruolo che le donne hanno all’interno della famiglia o all’interno di una coppia. Il problema è certamente culturale e su questo piano deve essere combattuto. È necessario far sì che l’emancipazione culturale ed economica delle donne sia sempre maggiore: far aumentare la percentuale delle donne che lavorano e dar loro modo di incrementare il proprio livello culturale, in particolar modo in alcune zone del Sud.

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