Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


venerdì 06 dicembre 2019

  • MP News
  • Attualità
  • Società

L’impegno di una vita tra storia e politica

Ci ha lasciati Pietro Scoppola, uno dei maggiori storici del secolo appena passato: ne tratteggiamo le peculiarità e il rapporto fra impegno politico e rigorosità storica

18.12.2007 - Lorenzo Biondi



Riapre dopo due anni la stazione Tor di Quinto

Due anni dopo l'omicidio di Giovanna Reggiani torna operativa la fermata della ferrovia Roma-Viterbo, ecco come si...
Leggi l'articolo

Lavavetri addio

Il sindaco Alemanno ha firmato il provvedimento anti-lavavetri con validità annuale, multa fino a 200 euro e...
Leggi l'articolo

L’impatto dei nuovi media sulla psiche

Da un recente sondaggio inglese emerge che un buon numero di persone soffre di ansia da disconnessione: valutiamo...
Leggi l'articolo

Piscine mondiali: riapertura con clausola

Riaperti provvisoriamente otto degli impianti posti sotto sequestro tra giugno e settembre, i quali però...
Leggi l'articolo

«La storia senza politica è come una guida che cammina, cammina senza nessuno dietro, e così butta via i suoi passi. La politica senza storia è come uno che cammina senza guida.»
Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre è morto a ottant’anni Pietro Scoppola - storico, uomo pubblico, cattolico democratico, politico per il tempo di una legislatura. Una vita ed una carriera ricche di risvolti, lungo il sessantennio di Repubblica in Italia, ma in cui forse è possibile trovare un filo conduttore, un pensiero comune che lega tra di loro i diversi ambiti del suo impegno.
Ci sono dei valori - libertà, democrazia, laicità - che devono essere un riferimento costante in ogni attività. Scoppola inizia a studiare la storia, dopo la laurea in Giurisprudenza, alla ricerca di un’identità, di un’orientamento per i problemi del presente. Ecco perché, da credente, si concentra sulle vicende del movimento cattolico e sui rapporti tra Stato e Chiesa in età liberale e fascista. Per questo la sua storia non è solo «ricostruita»: la storia deve essere «rivissuta», nel filone liberale della storiografia «etico-politica». Solo attraverso il filtro di un giudizio sui valori - validi per il presente e per il passato - si può capire ciò che ha contato di più nello scorrere indistinto degli eventi trascorsi.
Il risultato è un lavoro che guarda più ai grandi personaggi che alle masse, perché libertà o democrazia sono vere in sé, anche se sono solo in pochi a riconoscerle. I valori possono non coincidere con le mentalità diffuse. L’attenzione, ad esempio, all’evolversi della coscienza religiosa prima che alle azioni sociali del movimento cattolico fu un’innovazione non da poco nei primi anni Sessanta, gli anni del Concilio. La storia di Pietro Scoppola è indipendente, esce dalla storiografia cattolica tradizionale ancorata all’insegnamento sociale della Chiesa. È attenta all’Europa, alle minoranze; «in quegli anni era molto sprovincializzante», ci spiega il Professor Renato Moro, che di Scoppola è stato studente ed amico.
Storia rivissuta ed impegno civile corrono sempre più vicini nella vita di Pietro Scoppola a partire dagli anni Settanta. Il punto di svolta è la battaglia per il «no» all’abrogazione del divorzio, col referendum del ’74. È in quell’occasione che nasce il gruppo dei cattolici democratici, di cui Scoppola sarà un esponente di punta. Negli stessi anni lo storico inizia a lavorare ad un’opera su De Gasperi; per sua stessa ammissione il clima politico in cui quel libro nasce influenza il suo lavoro. È l’inizio di una nuova fase: ad una storiografia pur sempre rigorosa si unisce il ruolo di intellettuale impegnato nelle vicende politiche del suo Paese. Il De Gasperi di Scoppola è l’uomo che ha guidato un partito moderato o conservatore su politiche più avanzate, e diventa così un personaggio di riferimento, a trent’anni di distanza, per il nascente movimento cattolico democratico e per chi aspira ad un «rinnovamento» della Democrazia cristiana.
E torniamo così alla frase di Alessandro Manzoni da cui siamo partiti, sul legame tra storia e politica, citata dallo stesso Scoppola. Qualche anno dopo, nel 1983, Scoppola viene eletto senatore come «esterno» della DC. La fede non si può identificare con una posizione politica, ma non è indifferente alla politica.
Rimarrà in Senato per una sola legislatura, fino al 1987, la legislatura dei governi Craxi. Gli obiettivi che ha quando accetta la candidatura sono le riforme istituzionali, di cui si inizia a parlare proprio in quegli anni, il cambiamento dell’insegnamento della religione a scuola in senso non-confessionale di insegnamento della cultura religiosa, la regolamentazione dello status dei ricercatori all’università. Sconfitto su tutte e tre le battaglie preferirà rinunciare alla ricandidatura.
Ma la sua attività politica non si ferma, tutt’altro. I temi da lui affrontati in Senato non perdono di attualità. Non è casuale allora ritrovarlo tra i promotori dei referendum del 1993, né poi tra i fondatori dell’Ulivo e del Partito democratico. La coscienza religiosa è uno stimolo potente per la democrazia, i cristiani - benché il problema della loro identità politica rimanga aperto - non devono rinunciare a dare il loro apporto per il miglioramento della democrazia.
Sarebbe impossibile, così a caldo e in così poco spazio, fare il bilancio di una vita. Le sue posizioni, come la storia che studiava, spesso sono state minoritarie. Solo il tempo potrà rivelare che peso hanno avuto quei valori che Pietro Scoppola ha tenuto sempre in vista come guida.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.