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lunedì 28 settembre 2020

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Apple e i Videogiochi. Storia di un rapporto difficile

Ultimamente anche i grandi media si sono soffermati su questo, complesso, rapporto, riportando però considerazioni e rappresentazioni del tutto sbagliate. Occorre quindi soffermarsi di più sul perchè Apple e i videogiochi non sono mai andati d’accord

01.03.2008 - Raffaele Saggio



E’ abbastanza singolare per un utente nato e cresciuto con Apple vedere come i grandi media italiani ultimamente si concentrino sulle vicende della mela più famosa del mondo.

Singolare soprattutto per il modo, abbastanza grossolano, con cui vengono trattate, non solo le ultime notizie (leggi MacBook Air), ma soprattutto quelle particolare news che in rete adorano chiamare “rumors”, ovvero i rumori, le voci di corridoio, le presunte rilevazioni sulle prossime mosse di Apple.
Nei siti dedicati al Macworld i rumors ormai dettano l’agenda di qualsivoglia aggiornamento giornaliero ma la cosa incredibile è vedere come questi ultimi riescono ad avere spazi, e che spazi, su siti quali la Repubblica.it o il sole24ore.com.

All’inizio magari un fatto simile non può che far piacere all’utente storico: finalmente un po' di spazio di qualità per l’Apple, avremmo detto tempo fa. Ma ora la situazione sta assumendo contorni piuttosto imbarazzanti, decidendo di dare voce a notizie senza capo né coda. Ci riferiamo in particolare all’articolo, pubblicata poco meno di una settimana fa e data praticamente per certa, del lancio di nuova console in casa Apple.

Bene, una notizia del genere non può che far sorridere ad un vero conoscitore dell’universo di Steve Jobs, il quale ha sempre trattato in modo piuttosto ambiguo il mondo dei videogiochi, rilegandolo in uno spazio che è sempre stato di secondo piano perchè l’entertainment, quello vero, è l’universo della musica, dei film degli spettacoli TV.

Un esperimento in questo campo è stato anche tentato: si chiamava Pippin. Un nome che rievoca grandi sorrisi e lacrime nostalgiche nei cuori degli utenti storici di mamma Apple. Pippin muoveva i suoi passi nel mondo delle console quando queste erano ancora ferme allo stato embrionale, e ciò nonostante la console di casa Apple rimane uno dei flop più colossali della storia High Tech. Figurarsi quindi che genere di impatto potrà mai avere una nuova console Apple ora che il suo mercato è diventato un'arena dove titani come Microsoft, Sony e Nintendo investono miliardi e miliardi di dollari per dare vita a sfide ad altissimo tasso di fallimento.

Apple non ama i videogiochi. O meglio, Apple non ha ancora capito il mercato dei videogiochi. Lo dimostrano le scelte hardware dove le componenti grafiche, fondamentali per qualsiasi videogiocatore, non sono mai d’avanguardia; i videogiochi per Mac esistono, tutti i titoli di massa sono ampiamente presenti, ma il decollo non è mai è avvenuto, nonostante la recente migrazione ad Intel di Apple che ha permesso di rendere i porting estremamente meno costosi per le aziende volenterose di aprirsi al mercato dei videogame Macintosh.

Il problema riguarda la piattaforma. Il Mac non è un PC. Milioni di persone passano al Mac perchè il sistema operativo è stabile, non è soggetto a spyware o virus, le applicazioni funzionano e sono perfettamente funzionali secondo le esigenze dell’utente. Questi pregi sono ovviamente divenuti di pubblico dominio, e del resto la domanda per Computer Apple è in crescita praticamente ovunque, anche nella piccola Italia. Ma esiste anche un rovescio della medaglia che riguarda l’impossibilità da parte degli utenti di adoperare operazione di “modding”, modifiche alla propria macchina per renderle sempre al passo con le uscite dei nuovi titoli e i loro elevatissimi requisiti di sistema.

Ad oggi non esiste un Mac che consenta una tale operazione con semplicità. L’unico modello è il Mac Pro ma il suo costo è assolutamente troppo elevato per un giovane videogiocatore desideroso di costruirsi la propria macchina dei sogni.

Piattaforme strutturate anche per i videogiochi, quindi. Perchè se il Mac è perfetto nel soddisfare le esigenze di grafici, web designer, professori, giornalisti, studenti creativi, non lo è assolutamente per il netgamer o l’utente particolarmente attratto da il nuovo sparattutto della ID Software. Per ora questa scelta si sta rilevando vincente ma il mercato dei videogiochi cresce a ritmi vertiginosi ed è impensabile che Jobs non compia delle scelte in tal senso. Ma è qui che i grandi media nazionali sbagliano. Perchè Apple non ha bisogno di una console o di modificare la sua filosofia di sviluppo hardware per agganciarsi al grande treno del videogaming. La piattaforma c’è già nelle tasche di milioni di persone al mondo e si chiama iPhone. E’ questo il vero cavallo di battaglia, perchè l’iPhone è l’all-in-one del futuro e non è pensabile che un device simile non inglobi al suo interno anche il settore dei videogiochi, permettendo a questi ultimi di compiere ulteriori balzi in avanti in termini di innovazione, grazie soprattutto all’interfaccia rivoluzionaria multi touch, il vero (e a molti ancora ignoto) segreto del cellulare di Apple.

La piattaforma dunque esiste già. Occorre solamente l’idea, ma per quello possiamo stare tranquilli: a Cupertino la creatività è sempre di casa.
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