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venerdì 23 agosto 2019

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Al via le telefonate ad alta quota

25.12.2007 - Marco Bolsi



Il telefonino, oggetto di culto, tanto amato dagli Italiani, finalmente approda anche in volo. Infatti tra qualche mese sarà possibile comunicare ad alta quota senza alcun problema di interferenza col sistema di navigazione. Fino ad ora sono state vietate tutte quelle apparecchiature elettroniche che trasmettono onde elettromagnetiche: dai cellulari ai computer portatili, dai telecomandi alle radioline trasmittenti. Invece è da pochi giorni che i passeggeri del volo Parigi – Varsavia comunicano, attraverso sms, al di sopra dei 3000 metri di quota. L’Air France è la prima compagnia a sperimentare questo nuovo progetto che consente l’invio di messaggi e l’uso del blackberry per la posta elettronica. Verso metà del 2008 sarà inoltre possibile effettuare chiamate a costi che dovrebbero seguire dei precisi piani tariffari, per ora piuttosto cari: due euro al minuto per il traffico vocale e 40 centesimi per ogni sms inviato. Queste compagnie, tra cui citiamo anche Tap, Ryanair e Bmi, istalleranno un dispositivo mobile che si connetterà ad una piccola rete, chiamata picocell, che trasmetterà il segnale a una frequenza bassissima così da non creare interferenze con la strumentazione a bordo. Per quanto riguarda, invece, i dati, quindi sms e mms, essi verranno inviati da un satellite che comunicherà direttamente con una stazione terrestre. Il sistema, certificato da l’European Awareness Safety Authority, potrà evitare che le emissioni prodotte dai telefonini abbiano lo stesso campo dei sistemi di navigazione dell’aereo e che creino gravi problemi come il disinnesco del pilota automatico, virate o manovre improvvise, e pannelli di controllo mal funzionanti. In Italia l’Enac, Ente Nazionale Aviazione Civile (www.enac-italia.it), è ancora piuttosto scettico su questo progetto e mira anzitutto a tutelare l’interesse del passeggero: quindi le sperimentazioni saranno piuttosto lunghe ed esaustive fino ad essere completamente certi della possibilità di ridurre il segnale in modo da non interferire minimamente con le apparecchiature a bordo. Intanto in Francia i primi test trovano alcune persone scontente del servizio anche perché manca ancora una vera e propria regolamentazione europea e si sentono come cavie da laboratorio, sfruttate per la ricerca. Infatti al di là delle norme di sicurezza c’è tutto un business di grandi proporzioni che mira a velocizzare i tempi di realizzazione per consentire un traffico di denaro elevato. Ma una volta risolto questo problema una sfida ancora più grande spetterà agli scienziati: infatti sono i computer portatili a interferire maggiormente con le apparecchiature elettroniche di bordo. Sarà quindi possibile lavorare col proprio pc e navigare in volo nei prossimi anni?
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