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lunedì 19 agosto 2019

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Lotta psicologica all’obesità

25.12.2007 - Marco Bolsi



Si sta diffondendo sempre più questa pericolosa malattia che colpisce non solo gli adulti, ma sono soprattutto i bambini a risentirne le conseguenze. Si tratta della tanto odiata obesità che vede gli Usa e la Gran Bretagna tra i primi posti della classifica con rispettivamente il 30,6% e il 24,4% di popolazione con un indice di massa corporea eccessivamente elevato rispetto all’altezza. Per fortuna l’Italia si trova al quinto posto della graduatoria con il 4% di giovani che soffrono di questo problema. Ma niente paura, dagli Stati Uniti arriva la soluzione: infatti l’Università del North Carolina ha pubblicato sulla rivista scientifica, Journal of Occupational and Envinromental Medicine, i risultati di un test della durata di qualche mese che ha messo alla prova tre gruppi diversi di persone (www.joem.org); si è notato come, un piccolo incentivo finanziario, abbia contribuito a una maggiore perdita di peso. Infatti i partecipanti senza alcuna ricompensa sono riusciti a smaltire due pounds (un pound corrisponde circa a 0,45 chilogrammi), quelli a cui sono stati offerti sette dollari tre pounds e infine per coloro i quali erano stati messi in palio 14 dollari, ben 4,7 pounds. Lo studio ha perciò rivelato che un modesto investimento può effettivamente essere la giusta motivazione per indurre le persone a perdere peso naturalmente, senza cioè il ricorso a interventi chirurgici o a farmaci miracolosi. L’idea, partita dagli Usa, è passata a pieni voti anche nel Regno Unito dove, il leader del Partito Laburista, Gordon Brown, ha investito ben 372 milioni di sterline che, paragonate alle spese annue sostenute dalla sanità nazionale per curare le persone affette da obesità, sono sicuramente un risparmio e un guadagno a lungo termine. Ovviamente questo stanziamento non finirà tutto nelle tasche di chi dimagrisce: si vogliono promuovere anche campagne per sensibilizzare l’opinione pubblica e per educare la gente circa una dieta salutare da seguire, che possa evitare problemi futuri. Il resto invece sarà distribuito sotto forma di assegni o incentivi economici, ancora da stabilire, per premiare chi otterrà risultati positivi: si tratterà comunque di ricompense piuttosto basse che tuttavia, da quanto è stato dimostrato, sono sufficienti per far scattare l’effetto psicologico. Si spera così che i risultati raggiunti attraverso questo progetto saranno meno catastrofici delle previsioni effettuate: si è calcolato, infatti, che se non si corre subito ai ripari, tra 50 anni l’obesità colpirà addirittura il 60% delle persone con conseguenze, a livello di malattie e disagi, altissime.
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