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Truffe eBay

Le falle di uno dei siti più famosi della rete

22.03.2008 - Marco Bolsi



È dal 2001 che in Italia ha aperto il sito eBay, grande catena commerciale dove girano miliardi di prodotti di ogni fattispecie, piccole chicche, oggetti originali e stravaganti e chi più ne ha più ne metta. Insomma un mercato virtuale alla portata di tutti, dove puoi comprare e vendere col metodo dell’asta, o stabilendo un prezzo fisso, ovviamente cedendo una percentuale all’organizzazione.
In questo sistema apparentemente perfetto si è venuta a creare una falla: infatti girano in rete moltissimi hacker che si iscrivono sotto finto nome e mettono in vendita oggetti in realtà inesistenti. Al momento dell’acquisto, riescono ad ottenere le informazioni personali degli utenti: password, indirizzo di posta elettronica e persino parte del codice segreto della carta di credito o della postepay. La truffa poi può espandersi a un secondo ipotetico vincitore dell’asta, sostenendo che il primo si è ritirato dalla compravendita, ed utilizzando lo stesso metodo sopra indicato. Così l’hacker oltre ad aver ricevuto il doppio della somma di denaro, si ritrova in mano informazioni riservate e il povero acquirente non riceverà mai l’oggetto che tanto desiderava. Purtroppo dati ufficiali non ci sono perché il sito si guarda bene dal comunicarli, per non causare danni economici irreparabili. In compenso gli operatori eBay hanno pensato di aumentare le tariffe e la società arriva ad intascare fino al 4,5% del valore finale della commissione. Infatti l’inserzione può partire da un prezzo ridicolo fino a toccare cifre medie (sui 35 euro). Inoltre i responsabili del sito esigono il massimo rispetto delle regole, pena l’ammonizione e la sospensione dell’account, mentre sono i primi a rispondere dopo molto tempo a una mail, o a porre problemi nel caso di rimborso di un oggetto.
Alcuni affidabili utenti, che da anni detengono un regime di vendita alto con feedback positivi, si sono risentiti di quest’accusa troppo spesso generalizzata dai media, e hanno quindi stilato una lista di punti a cui il compratore inesperto o alle prime armi deve rigorosamente attenersi per non incappare in qualche imbroglio.
Secondo le indagini della Finanza di Milano, gli esperti informatici sarebbero dei romeni che hanno imparato ad utilizzare i programmi tecnici negli anni ’80, e che oggi a quanto pare ci ricavano una miniera d’oro. A fronte di questa situazione si sono predisposti degli strumenti in grado di rilevare l’attendibilità dei siti a cui veniamo linkati. Si può infatti scaricare gratuitamente la toolbar di eBay che in teoria riuscirebbe a riconoscere i falsi indirizzi, anche quelli ben contraffatti.
E chissà se si tratta di una presa in giro l’ultima notizia che circola da qualche giorno su giornali e televisioni di un emigrato inglese Ian Usher che ha deciso di mettere in vendita tutti i suoi beni in un’asta on line dalla villa, alla moto Kavasaki, all’automobile e persino il posto di lavoro da impiegato. Questo perché la moglie Laura l’ha lasciato dopo cinque anni trascorsi insieme e cerca di crearsi una nuova vita lasciandosi alle spalle il passato e ricominciando tutto daccapo.
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