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Scienze M'P: Rountine, mon amour!

La paura dei cambiamenti: un fenomeno comune.

04.05.2008 - Valeria Auricchio



La vita, si sa, è caratterizzata da continui cambiamenti, grandi o piccoli, importanti o futili, scelti o imposti. Come traslochi, matrimonio, ingresso nel mondo del lavoro, nascita di figli, pensione…Non tutti gli individui riescono però ad accettare con serenità queste transizioni.
La paura generata dai cambiamenti in alcuni individui affonda le sue radici, come quasi tutti i fenomeni che stravolgono la psiche, nell’infanzia. Essa dipende dal modo in cui i genitori hanno affrontato i cambiamenti della loro vita e dagli incoraggiamenti, dai permessi e dai consigli con cui hanno accompagnato le esperienze dei propri figli. Troppa inerzia così come, al contrario, troppi cambiamenti, possono compromettere, nell’infanzia, le capacità di adattamento degli individui. Ora, ogni cambiamento richiede una rinuncia che implica solitamente un passaggio dalla tristezza alla collera e dall’accettazione al rinnovamento. Se un bambino invece non ha il tempo di riconoscere ed elaborare questi sentimenti, resta bloccato e rischia, nell’età adulta, di immobilizzarsi nel suo mondo per proteggersi.
Anche le mamme-chiocce, che fanno tutto al posto dei loro figli, e i padri-padroni, che criticano ogni scelta dei propri figli, sono i principali responsabili dell’immaturità e della fobia dei cambiamenti presenti in molte persone.
Ma la paura di cambiare si può radicare anche nel presente ed è spesso legata ad una mancanza di fiducia in sé stessi: non ci si sente all’altezza di affrontare una nuova situazione, si ha la sensazione di essere inefficaci e più l’obbiettivo da raggiungere è alto, più il cambiamento genera ansia.
Molte persone poi, pur sentendo la necessità di cambiare, tardano a farlo e ne hanno timore perché il cambiamento ha confini sfuocati e la sua natura è incerta. Questa incertezza quindi spinge all’inerzia.
Il cambiamento comunque, che lo si voglia o meno, è un fenomeno continuo, naturale e inevitabile. La capacità di adattamento consiste nell’essere flessibili e nell’assecondare il flusso della vita. Un impegno questo che richiede fiducia in se stessi ed un lungo e profondo lavoro su di sé.
Gli psicologi consigliano a chi ha a che fare con persone restie al cambiamento di proporre loro piccoli obbiettivi ma non grandi sconvolgimenti e congratularsi ad ogni tappa raggiunta. Inoltre suggeriscono di trasmettere ai propri figli, presenti, prossimi e/o eventuali, la voglia di evolvere, di diventare grandi senza timore di affrontare una crisi. Un po’ come suggeriva il grande Papa Giovanni Paolo II, che incitava i giovanissimi di tutto il mondo dicendo loro “Abbiate il coraggio di fare grandi progetti!”.

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