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Malattia di Graves

12.07.2008 - Filippo Maria Longo



 

Foto: http://www.atta-lazio.it 

Si definisce tireotossicosi uno stato caratterizzato da un eccesso di ormoni tiroidei. Non è un sinonimo di ipertiroidismo che indica, invece, un’eccessiva funzione tiroidea. Va però considerato che le principali cause di tireotossicosi sono gli ipertiroidismi provocati dalla malattia di Graves, dal gozzo multinodulare tossico e dall’adenoma tossico.


La malattia di Graves risponde di circa il 60-80% delle tireotossicosi, ed è causata da delle immunoglobuline capaci di interagire con il recettore  del TSH sulle cellule tiroidee. Nel soggetto normale, la tiroide è sottoposta al controllo dell’ipofisi che produce il TSH, l’ormone che controlla sia lo sviluppo della ghiandola che la sua produzione e rilascio di ormoni tiroidei. Questo controllo avviene attraverso un recettore sulla cellula tiroidea che riceve il TSH e trasmette gli opportuni segnali. Nella malattia di Graves questo recettore, invece che dal normale TSH, viene attivato in modo esagerato da degli anticorpi chiamati TSI (immunoglobuline tireostimolanti). Oltre a questa, nella malattia di Graves vi sono altre alterazioni del sistema immunitario, responsabili di alcune delle manifestazioni cliniche della malattia.


Il quadro clinico è molto vario, e dipende principalmente dalla gravità della tireotossicosi, cioè da quanto sono in eccesso gli ormoni tiroidei. In genere si ha un inspiegabile perdita di peso, dovuta a un incremento del metabolismo basale. Sono poi presenti iperattività, nervosismo e irritabilità, intolleranza al caldo, sudorazione profusa anche notturna, insonnia e difficoltà nella concentrazione. Un segno frequente sono i fini tremori evidenti alle punte delle dita. Gli ormoni tiroidei hanno influenza praticamente su tutte le strutture e le funzioni dell’organismo, e ciò spiega la ricchezza del quadro clinico. Nel sistema cardiovascolare praticamente costante è la tachicardia con alterazioni del ritmo, che possono peggiorare una preesistente cardiopatia. La cute è calda e sudata, e si possono avere eritema, distrofie delle unghie, prurito e orticaria. Il transito intestinale è accelerato, e questo comporta un aumento delle evacuazioni, spesso con diarrea. Le donne hanno spesso alterazioni del ciclo mestruale (a volte la difficoltà al concepimento è il pretesto che porta alla diagnosi), nell’uomo si può avere una ridotta funzione sessuale. La malattia di Graves è sempre associata a segni oculari che definiscono l’oftalmopatia di Basedow. Questa è dovuta all’aumento di dimensioni dei muscoli per i movimenti oculari, che spingono il bulbo oculare verso l’esterno, conferendo al paziente il tipico aspetto dell’ipertiroideo. Sono inoltre riferiti sempre la sensazione di ‘sabbia negli occhi’ e l’eccessiva lacrimazione. La manifestazione più grave è la compromissione del nervo ottico, che se non trattata porta a cecità permanente.


La diagnosi non è complicata nei casi conclamati, e il semplice dosaggio degli ormoni tiroidei dà molte indicazioni. Nella malattia di Graves i livelli di TSH sono soppressi (TSH indosabile), mentre gli ormoni tiroidei liberi sono elevati. Questa condizione identifica la tireotossicosi. Per la diagnosi differenziale tra la malattia di Graves e altre forme di ipertiroidismo, si utilizzano indagini più approfondite, come il dosaggio delle TSI, la scintigrafia e l’ecografia.
Il quadro clinico peggiora in assenza di trattamento, e prima dell’introduzione della terapia moderna la mortalità era tra il 10 e il 30%. Circa il 15% dei pazienti che presentano remissione dopo la terapia vanno incontro ad un ipotiroidismo da 10 a 15 anni più tardi.

L’ipertiroidismo della malattia di Graves viene trattato riducendo la sintesi degli ormoni con farmaci antitiroidei, oppure riducendo la quantità di tessuto tiroideo con la radioablazione. I farmaci antitiroidei sono molto complessi da gestire, sia nelle dosi e nei tempi di somministrazione che nella valutazione degli effetti collaterali, per cui non è consigliabile che ad occuparsene sia il medico generico, ma lo specialista endocrinologo, meglio ancora se particolarmente dedito al trattamento delle malattie tiroidee. Inoltre, ogni donna incinta, al momento della diagnosi di gravidanza, deve essere sottoposta a controllo della funzione tiroidea, che è fondamentale per lo sviluppo del feto e può avere ripercussioni sul bambino dopo la nascita.

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