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martedì 18 febbraio 2020

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Italia: sms più cari

Arrivano tariffe economiche

26.07.2008 - Marco Bolsi



Secondo uno studio condotto dall’Arcep, l’Autorità francese per le telecomunicazioni, l’Italia sarebbe il Paese dell’Ue dove gli sms costerebbero più cari: in media 13 centesimi contro i 7,5 dell’Ue e i 3 centesimi della Danimarca. Tuttavia i risultati sono meno disastrosi di quanto si possa pensare: infatti la ricerca non ha tenuto in considerazione le offerte vantaggiose proposte alla fine del 2007 dai grandi operatori mobili virtuali come Conad, Auchan, Poste e Carrefour, le quali non hanno ancora rivelato il loro impatto con il pubblico.
Più precisamente lo studio Arcep ha preso in esame due tipologie di piani tariffari: il primo che prevede un costo fisso per ogni sms inviato, il secondo che compara le offerte dei singoli gestori di telefonia che mettono a disposizione dei clienti pacchetti di tot messaggi da consumare in un preciso periodo di tempo. L’Italia risulta più cara nel primo grafico, con a parimerito l’Inghilterra e il Belgio. Invece, per quello che riguarda il piano a forfait, si classifica addirittura tra i Paesi europei con i prezzi meno competitivi. Inoltre se aggiungiamo le tariffe proposte da Auchan (10 centesimi per sms), 3 (7 centesimi se si effettua una ricarica mensile) e Conad (8 centesimi a sms) possiamo affermare che l’Italia non si discosta poi di molto dal resto dell’Europa.
Questi dati mettono in luce come il mercato dei messaggi sia fortemente dibattuto di nazione in nazione. Infatti i costi di produzione sono eccessivamente ridotti e i margini di guadagno si fanno parecchio elevati. La Commissione Europea è intervenuta anche in passato per regolamentate la situazione e per ora si sta occupando di affinare le divergenze delle tariffe di roaming che risultano eccessive per una persona che si sposta da un paese all’altro.
Gli sms sono un servizio che non conosce rivali: nati come soluzione alternativa alla voce, hanno mantenuto il primato rispetto a rivali più moderni quali la videochiamata o gli mms, che permettono di associare al testo vero e proprio anche delle immagini. Con la diffussione di sistemi di chat e di comunicazione su Internet, rappresentano pur sempre una fetta abbondante nel bilancio degli operatori. I messaggi sono pratici e veloci, soprattutto grazie all’utilizzo del t9 che consente di scrivere direttamente le parole, e hanno diminuito i tempi di attesa di ricezione dell’informazione; possono essere salvati o cancellati e si può rispondere quando si vuole. L’Italia si trova addirittura al secondo posto, dopo il Regno Unito, nella classifica di sms inviati con 28,6 miliardi nel 2007 e 29,3 nel 2008.
Inoltre i messaggini di testo da qualche anno vengono utilizzati anche come veicolo pubblicitario per sponsorizzare offerte e promozioni da parte dei gestori di telefonia mobile; non mancano fenomeni di spam che cercano di ingannare i clienti attirandoli in una spirale di consumi senza fine.
Dal primo sms inviato nel 1992, che conteneva degli auguri di Natale, fino ad oggi, siamo arrivati a scriverne circa 2.300 miliardi per un totale di 60 miliardi di dollari spesi, quota questa che si sarebbe dovuta raggiungere solo nel 2010. Una buona notizia per noi consumatori è che il loro costo non potrà più aumentare a fronte della concorrenza tra i vari mercati europei e quindi ci aspetta una stagione di forti ribassi che colpirà anche l’Italia.

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