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lunedì 28 settembre 2020

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Telefonia Mobile, il futuro nelle mani dei gestori?

26.07.2008 - Enrico Rossignoli



Quanto spendiamo ogni anno di chiamate al cellulare? Secondo gli ultimi dati, il 22% degli italiani non si sente soddisfatto del proprio operatore. Che sia di Tim, Vodafone oppure Wind un cliente su 5 preferisce effettuare il passaggio ad un nuovo gestore invece di risolvere i problemi con quello precedente. Colpa del Carovita delle tariffe o di come le utilizziamo?

Nel 2007 il mercato della telefonia mobile si è tenuto sulla prestigiosa quota-vendite del 12%. Quest’anno si aggira sul 10-11%. Il settore è in salute, ma le distanze tra risparmiatori e prezzi continuano ad aumentare. In una piccola classifica mondiale, i telefoni più venduti nel 2007 sono stati i Motorola Razr , i850 e Buzz ic502, ovvero economici modelli in pensione che adesso rientrano nella categoria “fuori produzione”. Cifre contraddittorie, vista la recente recessione del marchio Motorola di fronte alla concorrenza dominante della Nokia e all’avvento promettente della Apple. A rendere discutibili questi dati è appunto il ruolo ormai fondamentale che giocano i gestori telefonici, che con il 70% delle vendite complessive dimostrano la forte influenza sulle scelte dei consumatori. Ad oggi, la guerra delle tariffe si è trasformata in un oceano di  prezzi e promozioni che permettono ai clienti l’utilizzo di un cellulare nuovo (comodato gratuito) pagandolo con la spesa in chiamate. Questo procedimento comporta consistenti agevolazioni per coloro che effettuano il famoso “passaggio di portabilità” mantenendo lo stesso numero. Esempi perfetti sono gli abbonamenti offerti alle aziende con in regalo minuti di chiamate e telefoni di ultima generazione. Sarà questo il motivo per cui in Gran Bretagna il 39% degli utenti preferisci cambiare operatore ogni 6 mesi.   
Ma a scontrarsi con le attraenti offerte di Tim, Vodafone, Wind e 3 è l’arte ormai diffusa dello “sbloccaggio”, che ha costretto la 3 a dichiarare reato a coloro che violeranno il contratto cliente-distributore. Ad affiancare queste incertezze ecco l’arrivo in Italia dell’Iphone (confermato per Giugno), che poco tempo fa ha raggiunto l’accordo commerciale con Telecom. Un patto che per adesso non genera grande entusiasmo visti i canali preferenziale attraverso i quali si può acquistare a basso costo il modello della Apple.
In sostanza un panorama in cui regna l’offerta del gestore da una parte e l’illecita alternativa dall’altra, grazie al quale si può evadere la volontà dell’operatore.
Intanto la sicurezza a cui dovremo sottostare sono i costi di chiamata annuali. Un passaggio che costringe sempre più ad acquistare un cellulare non per il suo prezzo ma per quanto ci può far risparmiare.

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