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Recensione: Coraline e la porta magica

26.04.2009 - Alessandro Pangallo



Titolo: Coraline
Regia: Henry Selick
Cast: Dakota Fanning, Teri Hatcher
IMDB: 81/100
Voto: 67/100
Non so se voi siate a conoscenze di qualsiasi fenomeno pop del pianeta, ma personalmente non avevo mai sentito nulla a proposito né di questo Coraline, né della novella da cui prende spunto, né di Neil Gaiman, autore che pare goda di una schiera piuttosto numerosa di appassionati. Tuttavia, le ispirazioni che hanno dato vita a questo film animato sono abbastanza riconoscibili anche a chi di Gaiman non ha mai sentito parlare.
La prima cosa che balza all'occhio dello spettatore è la somiglianza della trama con quella di un grande classico della letteratura e del cinema animato: Alice nel Paese delle Meraviglie. La giovane protagonista Coraline si è appena trasferita dalla città a uno sperduto paesino in mezzo al nulla, in cui l'unica occupazione possibile è contare le porte e le finestre della propria abitazione, considerate la tristezza della zona (un luogo costantemente immerso nella nebbia e in cui piove sempre) e la stravaganza dei vicini (un bambino logorroico, un freak del circo, due attempate signore con l'hobby di tassidermizzare i loro defunti barboncini). Ma di tutte le porte, ce n'è una che si apre solo di notte, attraversata la quale si apre un mondo in cui la squallida realtà di tutti i giorni diviene di colpo magica. Certo, qui chiunque ha al posto degli occhi dei bottoni, ma tutto il resto sembra una versione migliorata della realtà ordinaria. Ovviamente non sarà tutto oro quello che luccica, e il mondo da favola celerà una cupa realtà, che Coraline dovrà combattere con l'aiuto di un gatto parlante.
Oltre all'Alice di Lewis Carroll, gli autori sembrano essersi ispirati anche a un'altra Alice, quella di American McGee, che nel 2000 trasportò il Paese delle Meraviglie in un videogioco in cui la landa fatata  assumeva connotati noir e gotici. Questo Coraline si ispira a più riprese al mondo dei videogiochi, specialmente alle avventure grafiche di inizio 2000, in cui i personaggi tridimensionali si muovevano su sfondi a inquadratura fissa (c'è anche un riferimento a uno dei capolavori del genere, Grim Fandango della Lucasarts). I personaggi invece sono animati come in The Nightmare Before Christmas, e non è un caso, dato che il regista dei due lavori è il medesimo, Henry Selick.
In conclusione, Coraline è un film pregevole, anche se l'ambientazione cupa e angosciosa lo rendono un prodotto non proprio scattante. Nonostante sia un cartone animato in 3d, non ci sembra neanche troppo indicato ai bambini, che potrebbero più impaurirsi che trarne divertimento. Coraline è un prodotto orgogliosamente di nicchia, dedicato agli amanti delle atmosfere burtoniane e ai fan della novella. Se rientrate in queste categorie difficilmente vi lascerà scontenti, tutti gli altri possono farne tranquillamente a meno. 

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