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Recensione Film: Outlander

Un film che intrattiene e appassiona pur procedendo in punta di piedi

20.06.2009 - Valerio Celletti



 

Titolo: Outlander
Regia: Howard McCain
Cast: James Caviezel, Sophia Myles
IMDB: 65/100
Voto: 60/100
Un lampo attraversa il cielo durante la notte: è un astronave in fiamme che si schianta sul suolo di Herot, Norvegia. E' l' Anno Domini 709 d.C, e gli abitanti di quelle terre inospitali piangono la morte del loro re Halga. Il nuovo re, l'anziano Rothgar (Hurt) non ha la capacità di governare in un epoca violenta come la loro, e suo nipote Wulfric (Huston)ancora non riesce a tenere a bada i suoi istinti di guerriero né possiede la saggezza necessaria per succedergli. Dal relitto dell'astronave esce, piuttosto confuso, un uomo proveniente da un altro pianeta. E' Kainan (Caviezel), e ha portato con sé un ospite indesiderato: un Moorwen, ultimo spaventoso esemplare di mostro alieno. Il Moorwen è enorme e assetato di vendetta per lo sterminio dei suoi simili perpetrato da Kainan e dai suoi compagni in una missione volta a conquistare il loro pianeta. Trovatosi in una terra inizialmente a lui ostile, lo straniero dovrà prepararsi per affrontare questo abominio, anche grazie al contributo dei vichinghi stessi che diventeranno i suoi nuovi alleati. 

 

Così inizia -su ritmi piuttosto blandi- Outlander, film di esordio alla regia di Howard McCain. Nonostante il mix alieni e vichinghi potrebbe far presagire il peggio, l'esito finale è un prodotto che riesce a intrattenere anche un pubblico di adulti a patto che lo spettatore sospenda le proprie facoltà critiche allo scopo di ignorare alcune incongruenze e assurdità. Fatto questo, Outlander è un film sostanzialmente godibile. Anche se la trama e ovviamente il lieto fine dopo la sconfitta del mostro potranno apparire scontati, nei 115 minuti complessivi la vicenda che viene snocciolata non smette di incuriosire: le frequenti sequenze di combattimento e di azione sono utili a mantenere costantemente alta l'attenzione dello spettatore anche negli almeno venti minuti superflui. Se funziona tutto o quasi è grazie a una solida sceneggiatura e a un cast blasonato e di grande qualità: James 'Gesù' Caviezel riesce a rendere bene la perseveranza e la solidità del personaggio, ma chi davvero eccelle è il veterano John Hurt, autore di una interpretazione da manuale. Lodevole anche la cura profusa nella realizzazione costumi e nella ricostruzione delle location, gradevoli anche se storicamente poco fedeli, e lodevoli gli effetti sonori e la colonna sonore, sebbene esigua. I CGI sono mediamente di buon livello pur con una enorme varianza: in alcune scene la resa grafica delle animazioni del Moorwen sono piuttosto scarse, facendo apparire il mostro credibile quanto un dragone di carta durante una celebrazione a Chinatown. I vichinghi inoltre appaiono così conformi al loro stereotipo fantasy da renderli quasi ridicoli; il popolo di Herot è fatto di omoni sudati, unti, ipervitaminizzati, con piercing e tagli di capelli hippy, vestiti con pellicce e dotati di enormi armi grossolanamente forgiate. Outlander è però una pellicola dove tensione, mostri e sangue si mischiano armonicamente con coraggio, lealtà e il resto del Libro Cuore. Non è Alien vs Predator, al quale probabilmente il regista McCain si ispira e dal quale il Moorwen sembra provenire come figlio illegittimo: Outlander è semplicemente una buona pellicola indipendente che riesce a intrattenere ed appassionare, pur giungendo in punta di piedi. Gradevole. 

 

 

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