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Recensione: Uomini che odiano le donne

Il caso editoriale del 2008 riuscirà a raggiungere lo stesso successo al cinema?

24.06.2009 - Francesca Maria Calegari



 

Titolo: Uomini che odiano le donne
Regia: Niels Arden Oplev
Cast: Michael Nyqvist, Noomi Rapace
IMDB: 78/100
Voto: 65/100
Ogni grande e ricca famiglia ha i suoi segreti oscuri. I Vagner non sono da meno. Sono passati più di quarant’anni dalla misteriosa scomparsa di sua nipote, e Henrik Vagner decide di fare un ultimo tentativo per fare chiarezza sulla sorte della ragazza sparita appena sedicenne.

Così il multimilionario assolda il più famoso e controverso giornalista del paese: Mikael Blomkvist, scaltro, affascinante, integerrimo, ma anche poco amato per le sue inchieste scandalo. Sei mesi per scoprire chi ha ucciso Harriet Vagner. Ad aiutarlo una giovane e disturbata hacker: Lisbeth Salander. Il personaggio culto del libro di Stieg Larsonn: androgina, spregiudicata, forte e fragilissima allo stesso tempo. I due riescono a collegare la scomparsa di Harriet a una scia di efferati delitti avvenuti in Svezia dagli anni ’50 in poi, tutti collegati da una particolarità: hanno ad oggetto le donne.

È chiaro che la famiglia Vagner nasconde qualcosa di terribile, ma scoprire la verità sarà molto difficile e doloroso.

Dopo il grande successo della trilogia di Millennium, best seller dello scorso anno, i fan del defunto giornalista Stieg Larsson aspettavano con ansia di vedere le avventure di Bloomkvist e Salander sul grande schermo. Per accontentarli la Svezia ha messo in piedi una vera e propria produzione autarchica: cast, regia, finanziamenti. Tutto è svedese al 100% in Uomini che odiano le donne. Il che però non è necessariamente un bene.

L’adattamento cinematografico di un romanzo famoso è sempre un’impresa tra le più ardue. Da un lato vi è il vantaggio di avere un film che si fa quasi pubblicità da solo, ma dall’altro la pressione a cui cast tecnico e artistico sono sottoposti è notevole. Più alte sono le aspettative, più alta è la probabilità non soddisfarle completamente. È facile cadere nella tentazione di limitarsi a riprodurre la storia originale senza aggiungere quel tocco in più che fa la differenza tra un film vedibile, ma non entusiasmante, e un film che appassioni lo spettatore.

E questo è proprio quello che accade con Uomini che odiano le donne di Niels Arden Oplev. Come già era accaduto per la trasposizione de Il cacciatore di aquiloni, altro grande successo recente, la versione cinematografica è fedele alla storia dal punto di vista del plot. Ma la regia, che racconta senza sbalzi, ma anche senza brividi, non riesce a rendere la stessa suspence che permea l’opera di Larsson. Lo stesso vale per i due protagonisti: Michael Nyqvist e Noomi Rapace sono fisicamente somiglianti ai personaggi nati dalla fantasia di Larsson, ma sono ben lontani dall’essere le due figure affascinanti che hanno fatto appassionare milioni di lettori.

Consigliabile a chi non ha letto il libro. I fan di Larsson ne saranno delusi. 

 

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