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Obiettivo due zeri

10.08.2007 - Marco Bolsi



http://www.alpra.com/Zeneva/foto/Fioravanti-skill.jpgÈ da anni che costruttori d’automobili stanno cercando di creare un modello perfetto che non sia soltanto bello a vedersi ma anche funzionale nell’ambito della sicurezza stradale. Zero emissioni d’anidride carbonica grazie alle fonti inesauribili di idrogeno e di elettricità garantirebbero l’eliminazione della parola inquinamento dal vocabolario nero delle quattro ruote. Non si parla di sogni perché la realtà è di fronte ai nostri occhi: radar e sensori ad ultrasuoni oggi fanno funzionare il controllo della velocità di crociera di tipo adattativo e segnalano la presenza d’ostacoli a grande distanza. Insieme agli infrarossi permettono, inoltre, di scrutare i pericoli derivanti dalla navigazione notturna.

Questa tecnologia applicata alle automobili sarebbe di notevole aiuto per evitare i numerosi incidenti. Ma non è tutto: quello che farà la differenza sarà la possibilità di anticipare la situazione e in caso avvisare il conducente a frenare o sterzare automaticamente; si chiama riconoscimento delle immagini attraverso il quale videocamere e computer interagiscono proprio come il nostro cervello: non solo riescono a riconoscere se l’ostacolo che si presenta sia un pedone o un’altra automobile ma in pochi istanti reagiscono al pericolo.

L’obiettivo in corso, “due zeri”, zero incidenti e zero emissioni, ha avuto le maggiori conferme da Bosch il quale ha annunciato che nel prossimo raduno che si terrà a Boxberg, in Germania, sarà possibile ammirare l’arrivo della “macchina con gli “occhi e il cervello”. Tutto questo nel giro di due o tre anni: i primi prototipi, infatti, già esistono e stanno via via migliorando. Dopo tanti problemi, finalmente, l’elettronica di bordo ha imparato a far convivere le sue due diverse anime: le soluzioni di sicurezza attiva, come l’attuale esp plus, e di sicurezza passiva come gli airbags e le cinture che sembrano sempre più resistenti e utili all’occorrenza, proteggeranno gli occupanti prima e anche dopo, in caso di urto. E la novità sarà soprattutto nel “dopo” con l’auto in grado di prevenire i danni, oggi ineludibili, dal secondo impatto, quello che arriva a seguito di una sbandata.

Un altro zero verrà messo inoltre alle parole traffico e parcheggio. Le auto parleranno da sole e saranno in grado di scambiarsi informazioni circa le condizioni stradali. Magari utilizzando il sistema Gps, oggi a bordo, trasformato dalla GM, in California, in un dispositivo capace anche di inviare informazioni e creare una rete di dati completa, aggiornandosi automaticamente sulla situazione più lontana permettendo, quindi, di cambiare in tempo il proprio percorso. Tra le possibilità sicuramente più curiose e che eviteranno a molti di noi lo stress, quella di prenotare il parcheggio prima dell’arrivo a destinazione e di effettuare la manovra senza alcun problema: molti infatti sperimentano controlli elettronici che infilano da soli le macchine nei posti più angusti e impraticabili. La Nissan, ad esempio, ha prodotto un nuovo modello, la Pivo, che ruota l’abitacolo di 180 gradi per rendere perfetta la visibilità.
Il futuro quindi ci si prospetta alla luce di una sola parola: movimento. E la domanda che tutti ci poniamo è sempre la solita: la tecnologia sarà in grado di superare l’intelligenza umana e di garantirci una vita sempre più perfetta?

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