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lunedì 28 settembre 2020

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Giovani e Tecnologie, Stato dell'Arte

Una Ricerca Mondiale ha recentemente pubblicato uno studio che permette di inquadrare il ruolo dei giovani di fronte alla rivoluzione del Web 2.0 e alla diffussione della banda larga.

14.08.2007 - Raffaele Saggio



Finalmente un po’ di giustizia. Diciamo finalmente perché dopo anni e anni in cui ci ripetono sempre le solite cose, di come questo diavolo di Internet ci allontani dal mondo reale, facendoci alienare in un universo virtuale tutto nostro, dove nessuno ci può capire se non l'amico di chat che scrive dalla Corea del Sud, qualcuno ha provato a fotografare quale sia, realmente, il vero significato del rapporto che oggi concorre tra giovani e la tecnologia attuale.


Lo studio, pubblicato lo scorso agosto e condotto da Mtv (?) insieme con la divisione Digital Advertising Solutions della Microsoft, è stato uno dei più imponenti mai realizzati del settore, coinvolgendo ragazzi di 16 paesi (Italia inclusa) dell’età compresa fra gli 8 e i 24 anni, soffermandosi sul loro rapporto con tutti i tipi di tecnologia disponibili nel proprio paese di appartenenza.

I risultati hanno sorpreso buona parte dell’opinione pubblica. Questo perché essa ha continuato ad alimentarsi nel tempo con il mito di una tecnologia parallela (Chat, Forum, Blog) in competizione con il mondo “reale”, ostile al suo scorrere e alla ricerca continua di rivincite dal sapore virtuale.

La fotografia scattata da questo studio dimostra, dunque, l’esatto contrario.
Cosa cercano davvero i giovani oggi nella tecnologia? Niente di trascendentale o di rivoluzionario, vogliono semplicemente un strumento, uno strumento con il quale potenziare tutte quelle attività relazionari che li vedono impegnati la mattina a scuola, lontani da casa. Il Forum diventa dunque il naturale proseguimento della ricreazione mattutina mentra la chat su MSN si trasforma nella vecchia, classica, telefonata al compagno di banco (con il sollievo di tutti i papà del mondo per il trauma bolletta evitato).

Potenziare diventa dunque la parola chiave. Potenziare non vuol dire sostituire, non significa estraniarsi, piuttosto evidenzia come i giovani tendono ad utilizzare la tecnologia per migliorare le proprie relazioni interpersonali.
La maggior parte dei ragazzi del globo conosce perfettamente la funzione di Myspace, possiede almeno 40 amici su MSN e la prima azione che compie una volta avviata il proprio computer è proprio quella di aprire il programma di Chat. Il tutto però senza sconvolgere il classico pacchetto dell’enternaitement a cui siamo (purtroppo) abituati: la TV.

Il Televisore rimane, infatti, ancora saldamente nel podio degli strumenti tecnologici maggiormente utilizzati da giovani, così come il cellulare, fondamentale in tutte quelle culture dove l’aria aperta continua a svolgere un ruolo chiave (es. Brasile, Italia).

Ciò che conta dunque rimane inderogabilmete l’immagine. Coltivarla sempre e comunque sembra rimanere l’unico imperativo morale al quale i giovani d’oggi sembrerebbero dare importanza.
Ed ecco dunque spiegata, in parte, la recente esplosione del fenomeno WEB 2.0; la sua forza, il suo potere nasce dalla possibilità, illimitata e al tempo stesso completamente democratica, di condividere ogni genere contenuto multimediale: parole, foto, filmati diventato così il flusso indispensabile affinchè gli altri riescano a padroneggiare e innamorarsi (speriamo) della nostra immagine.

Un male? Non necessariamente. Tutto sta nel capire cosa si intede veramente con questa parola immagine. Rileggendo questo studio l’impressione è di essere di fronte ad una traccia abbastanza realista sul ruolo svolto dalla tecnologia nel mondo giovanile di oggi.
Internet ha smesso da tempo di essere un fenomeno di nicchia, trasformandosi in una realtà sempre più aperta a tutti.
In Italia questo processo si sta realizzando lentamente, complice, il solito vecchio, vecchissimo, problema della banda larga oltre che a barriere di tipo culturale difficili da abbattere. Soltanto adesso ragazzi di 16-17 anni cominciano a capire perché è meglio scriversi email, chattare, postare piuttosto che continuare a regalare 10 cent a sms alle varie TIM, Omnitel, Wind, 3 del momento.

Ecco ciò che più spaventa da questo studio è il suo porre, contiuamente, l’accento sull’importanza dello sviluppo delle relazioni sociali. Non che esso non sia importante sia chiaro, ma circoscrivere le possibilità tecnologiche soltanto intorno alla sfera sociale vuol dire sfruttare il 15% delle possibilità che una connessione a banda larga ci permetterebbe di avere.
Il problema vero rimane dunque la mancanza di una vera ed autentica cultura della tecnologia; un insegnamento serio e compentente sulle possibilità che ogni ragazzo ha di fronte nel momento stesso in cui avvia il computer di casa.

Smettiamo però di illuderci, questa speranza al momento equivale alla più classica delle utopie e infatti da tempo ormai questa lacuna nella cultura del nostro paese finisce, come sempre in questi casi, nel trasformarsi unicamente in ignoranza, permettendo il culto di strumenti poco efficaci (cellulari) dando spazio agli immancabili detrattori (i sempre presenti dinosauri del pianeta Italia) creando una immobilità mentale che ci permette di essere alla 44/a posizione per utilizzo del Personal Computer.

Il perché poi manchino i giusti insegnati quello è tutto un altro discorso.
Nel frattempo accendiamo MSN e godiamoci i nostri 367 smiley modificati, l’immagine migliore per definire il nostro rapporto con la tecnologia di oggi.

Asd.

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