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Storiografia della nicotina

03.12.2007 - Enrico Crea



Foto di Corrado Ippoliti

«La sigaretta è la sintesi perfetta del piacere completo. Essa è squisita e lascia il soggetto soddisfatto»; così scriveva Oscar Wilde. E ancora Jean Paul Sartre: «La vita senza fumare non vale la pena di viverla.»
Le prime notizie della pianta del tabacco risalgono a Cristoforo Colombo. Le popolazioni indigene dell’arcipelago dei Carabi, infatti, fumavano sulla spiaggia un’erba secca inserita in una foglia di granturco arrotolata ed accesa ad un’estremità. Era il tabacco. Bartolomeo de Las Casas racconta: «Gli Indiani mischiano il fiato con il fumo di un’erba chiamata Petun e soffiano come dannati.» Il Petun o Tabago veniva annusato, masticato o soprattutto fumato in particolari pipe di pietra (ritrovate, in seguito, in antiche fosse funerarie inca ed azteche). Come per altre piante (la coca), anche il tabacco rivestiva una funzione religiosa nelle cerimonie nelle cerimonie delle popolazioni americane. Il famoso Calumet o pipa della pace risale a questo periodo.
Il tabacco venne successivamente introdotto in Spagna e poi in tutta Europa, inizialmente come pianta ornamentale per le sue grandi foglie, poi come rimedio (la foglia fresca o un infuso della pianta) contro molte malattie. Nel XVI secolo Jean Nicot, ambasciatore del Portogallo presso la corte di Francia, introduce a Parigi la pianta e riceve l’onore di vederla denominata con il suo nome: “Nicotiana tabacum”. Già in questo periodo iniziano le prime lotte al fumo. Re Giacomo I d’Inghilterra scriveva: «…anzitutto si tratta di fumo e tali sono tutte le vanità del mondo. Secondariamente come altri peccaminosi piaceri il fumo attira l’uomo rendendolo incapace a resistervi. In terzo luogo stordisce e ubriaca, in quarto luogo il fumatore asserisce di non poter più tralasciare sentendosi ammaliato dal suo uso ed in quinto luogo è molto simile all’inferno poiché produce un fetore orrendo.»
Tra il ‘700 e l’800 in Germania erano molto diffusi i “Collegi del tabacco” frequentati da membri dell’alta società muniti ognuno di una tabacchiera per fiutare. In questo periodo il clero inizia a preoccuparsi degli effetti di tale pianta. I fumatori venivano descritti dai sacerdoti come veri camini infernali. Si credeva, addirittura, che il demonio potesse introdursi nell’anima di un uomo attraverso il fumo. Il vizio e l’abitudine tuttavia coinvolsero anche la Chiesa stessa. Sempre nel 1700 alcune donne in Francia fondarono “l’ordine della Tabacchiera” in cui esse dichiararono il loro sconfinato amore per la pianta. Intorno al 1800 iniziano i primi studi medico-scientifici più o meno attendibili. Il tabacco sembrava potesse combattere ulcere gastriche, peste, polmonite, crisi epilettiche… Nel 1854, durante la guerra di Crimea, in seguito all’affondamento di un piroscafo carico di pipe i soldati pensarono di arrotolare il tabacco nei contenitori di carta della polvere da sparo: era nata la sigaretta…
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