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A proposito di Web: “Libertà, velocità, comunità”

Quando e come nasce il Giornalismo Telematico

25.12.2007 - Giulia Ardizzone



La notte tra il 21 e il 22 aprile 1996 inizia la storia del giornalismo on-line italiano.
In occasione delle elezioni politiche che porteranno Prodi alla Presidenza del Consiglio, una ditta di hardware offre al “Corriere della sera” una concessione gratuita di server e connettività per creare un minuscolo web-site sulle elezioni, il giornale rifiuta.
Eugenio Scalfari, invece, ne rimase profondamente colpito e, lui insieme a tutta la troupe di “ Repubblica” accetta l’offerta. Nasce così il sito “ Elezioni ‘96”.
Il web site andrà in crash per eccessivo afflusso di visitatori.

Dopo pochi mesi il giornale “Repubblica” decide di creare un proprio sito e il 14 gennaio 1997 repubblica.it è già cliccatissimo.
Dal 1995 al 2000 avviene la svolta dell’ era digitale che subisce una prima fase pionieristica, anni difficili, densi di tensioni e cambiamenti, in cui gruppi minoritari provano a definire meglio l’orizzonte di questa nuova pubblicistica.
Nella seconda metà degli anni Novanta le statistiche prevedevano uno sviluppo degli utenti del 1000% all’anno ( Pavlik, Hall). Così non fu, l’aumento fu solo del 100% annuo. Ma qui sorge una sovrapposizione di piani, tra imprenditoria economica ed editoriale; si è dunque andato creando un ciclo finanziario che è venuto ad imporsi su quello di trasformazione tecnologica, distorcendo il flusso regolare di quest’ultimo.
Angelo Agostini, in un’attenta analisi della questione, riconosce un quadrilatero con criteri fissi ma poco definiti, dai quali dipende l’attendibilità e la credibilità delle previsioni sullo sviluppo digitale dei media. Questi punti cardini sono: “I contenuti e la loro configurazione”, “Gli utenti e i loro bisogni”, “ I produttori e le loro organizzazioni”, “I costi e i ricavi”.
In effetti il mutamento dei media digitali si è diffuso lentamente e faticosamente, riuscendo tuttavia a modificare, seppur con ritmi irregolari, le abitudini degli ambienti professionali prima,dei consumatori domestici poi.

Negli ultimi tempi si è assistito ad un generale equilibrio dell’orizzonte digitale attraverso il quale il nostro giornalismo si pone in simmetria con i modelli nordamericani.
I redattori web vengono inseriti tra le figure previste dal Contratto nazionale giornalistico, i siti web diventano il naturale prolungamento del giornale, in cui si pubblicano on-line le edizioni cartacee ma anche approfondimenti, archivi, notizie immediate e vi è inoltre la possibilità di instaurare discussioni con i lettori tramite i forum.
In Europa come negli Stati Uniti l’uso principe dell’informazione digitale riguarda l’aggiornamento dell’ultima ora, ciò ha provocato crisi d’identità nell’ambiente giornalistico on-line che si sono risolte esclusivamente attraverso un alto standard di qualità e un elevato livello di specializzazione dei contenuti.
Novità assoluta è il fatto che la rete rende accessibile a tutti l’inserimento di notizie e di informazioni, non è più necessario avere una televisione, un giornale, una radio (ne sono testimonianze le “televisioni di strada”, il videogiornalismo, etc.).
Il giornalismo odierno si trova quindi a dover preservare la propria professionalità attraverso una continua innovazione tecnologica ed un processo di divisione funzionale sempre in mutazione.

Ma come rileva giustamente Luca De Biase: “ Se quella di Internet fosse davvero una rivoluzione , il suo slogan un po’ francesizzante potrebbe essere: libertà, velocità, comunità. Ma ogni rivoluzione ha bisogno dei suoi intellettuali. Altrimenti è solo una rivolta”.

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