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domenica 20 settembre 2020


Il peccato nascosto

26.03.2010 - Redazione

  Nel dicembre del 2009 la commissione Murphy ha reso pubblico il suo rapporto d'indagine sugli abusi sessuali commessi dai preti della Chiesa irlandese nei confronti di minori: sono stati presi in esame, nella sola diocesi di Dublino, i casi di 46 sacerdoti che, dal 1975 al 2004, hanno fatto 320 vittime. Le conclusioni che gli inquirenti irlandesi traggono sono chiarissime. Per molti anni l'unica preoccupazione delle gerarchie ecclesiastiche chiamate a misurarsi con questo problema è stata quella di tutelare, ben prima delle vittime degli abusi, il buon nome della Chiesa, la sua reputazione e, non ultimi, i suoi cospicui beni materiali messi a repentaglio dalle richieste di risarcimento avanzate da chi quegli abusi ha subito. Esploso lo scandalo, a febbraio papa Benedetto XVI ha convocato in Vaticano i vescovi irlandesi, promettendo chiarezza e tolleranza zero nei confronti dei preti che abusano dell'innocenza dei bambini. La situazione, adesso, preoccupa molto il papa: a chiusura del summit di febbraio, Benedetto XVI ha annunciato per il mese successivo, in piena quaresima, la pubblicazione di una lettera pastorale rivolta al clero irlandese, che chiuda la questione emanando le nuove direttive. Eppure non bisogna dimenticare che per quasi vent'anni proprio Joseph Ratzinger ha guidato la Congregazione per la Dottrina della Fede, l'organismo pontificio che ha nascosto nei suoi archivi molte scabrose e più che imbarazzanti verità; e che lo stesso Joseph Ratzinger ha firmato nel maggio del 2001, insieme al cardinale Tarcisio Bertone, il documento De delictis gravioribus, un aggiornamento del Crimen sollicitationis (1962) con le nuove istruzioni rivolte ai preti sui casi di pedofilia. Il documento forniva un'indicazione molto chiara: "Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio".
La piaga della pedofilia tra i sacerdoti che prestano servizio in parrocchie, scuole e asili, orfanotrofi e organizzazioni di assistenza ai poveri non è però un'esclusiva della Chiesa di Dublino. L'Italia, il cuore di Santa Romana Chiesa, è tutto fuorché immune da storie spesso anche atroci di pedofilia, di autentiche sevizie nei confronti di bambini (come nel caso della piccola Alice e di don Giorgio Carli, a Bolzano), di abusi da parte di educatori in tonaca (come nel caso di don Pierino Gelmini, il 'prete antidroga') che sfruttano l'ascendente che un prete può avere nei confronti di un ragazzo e della sua famiglia per commettere delitti intollerabili. Ogni anno la giustizia italiana affronta decine di casi di questo genere, che rimangono tuttavia nascosti, con qualche rara eccezione, tra le pieghe delle pagine di cronaca locale dei quotidiani. Le gerarchie ecclesiastiche temono come il demonio l'informazione su queste vicende e tentano in ogni modo di spegnere i pochi riflettori puntati su una realtà che, questa sì, ha talvolta aspetti demoniaci. Troncare, sopire, che se ne parli il meno possibile. Questa è stata per decenni la linea della Chiesa, troppe volte sconfinata apertamente nell'omertà.

L'autore
L'autore, che ha deciso di rimanere anonimo, raccoglie in questo libro gli elementi più sconcertanti del rapporto Murphy e le storie di decine di sacerdoti che, in Italia o all'estero, si sono resi responsabili del peccato più atroce, la violazione dell'infanzia.

Titolo: Il peccato nascosto
Autore: Anonimo
Editore: Nutrimenti, marzo 2010
175 pag.
€ 12,00

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