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lunedì 10 agosto 2020


MaybePhoto 2011: intervista a Bruno Fulco

Secondo posto parimerito

06.07.2011 - Redazione

Come nasce la tua foto vincitrice? 

La foto nasce da un “esercizio” di reportage al mercato di Piazza Vittorio a Roma, un quartiere storico ma oramai popolato per la maggior parte da tutte le componenti dell’immigrazione Romana, molto forte la comunità cinese e quella indiana, la seconda in particolare si è dedicata ad attività commercialiCommerciali con  il risultato che il mercato suddetto viene oramai gestito quasi completamente da loro che hanno rilevato le attività oppure le gestisono in proprio per conto dei proprietari. Anche i clienti di questo mercato sono per lo più stranieri e vi si trovano varietà di ortaggi frutta e verdura che non è possibile vedere negli altri mercati di Roma.

In questa foto come nelle altre che ho inviato volevo prevalesse un aspetto “positivo” della contaminazione con altre etnie in poche parole volevo dare risalto all’integrazione anziche all’emarginazione.

 

Due paroline sull'attrezzatura utilizzata?

La mia attrezzatura è una canon 20D e l’obiettivo utilizzato è il 18 – 55. il più piccolo che ho, perché questo tipo di foto è abbastanza ravvicinato e già la naccchina è “invadente” per dimensione quindi l’obiettivo più è piccolo meglio è, per evitare che i soggetti ritratti si insospettiscano, guardino in macchina o non abbiamo reazioni serene.

 

Come e quando inizia la tua passione per la fotografia?

La mia passione per la fotografia inizia in maniera non folgorante una decina di anni fa quando tramite una compatta evoluta supero la fase foto – ricordo delle vacanze e mi accorgo di volere ritrarre aspetti persone gesti e consuetudini dei posti che visito e mi rendo quindi conto delle potenzialità del mezzo fotografico come testimonianza – racconto del vissuto ordinario.

 

Fotografia analogica vs fotografia digitale. Che ne pensi?

Non credo ci sia una gran differenza, credo che il digitale per facilità operativa abbia contribuito alla divulgazione della passione fotografica a masse più ampie e questo secondo me è un bene  perché consente a più gente di venire a contatto con un canale espressivo immediato con il quale comunicare le proprie emozioni. Tecnicamente è tutto molto più semplice e meno costoso (pellicole sviluppo ecc.). Eticamente prima c’era la camera oscura ed ora la Post produzione e non credo che cambi molto in definitiva è sempre un modo che consente all’autore di dare il proprio taglio visivo all’immagine, certo lo stravolgere una foto non è fotografia ma parliamo di elaborazione dell’immagine cosa del resto normale in una società come la nostra che fagocita immagini, l’importante è tenere separate le due cose e non confonderle tra loro, cosa che invece capita un po’ troppo spesso nel senso che a  volte una foto viene considerata “bella” solo perché è strasatura di colore.

 

Qual è il tuo fotografo preferito?

Forse sarò banale ma Bresson – Capa – Erwitt – Salgado e quanti ritraggono gli eventi e la vita comune senza spettacolarizzarla ma cercando di coglierne contraddizioni ed essenza in attimi irripetibili, li sta la grandezza del fotografo secondo me.

 

Qual è la foto famosa che avresti voluto scattare tu? 

Scegliere una foto sarebbe fare un torto a tante altre, sicuramente una foto di Bresson o di Capa (Robert).

 

E quella che hai scattato tu di cui vai più fiero?

Anche in questo caso sceglierne una è difficile, ne ho diverse, sicuramente tutte quelle che mi danno emozione ed adrenalina insieme nel momento dello scatto. Ne allego una quella che mi viene in mente ora.

 

Qualche curiosità sulla tua vita?

Che dire sono una persona “normale” nella (stupidità del termine) sono passionale prendo le cose di petto e mi accaloro per quello in cui credo. Mi da fastidio la banalità ma non significa che sono una persona ricercata. Ho viaggiato in molti paesi mediorientali e mi piace viverli come le persone locali confondendomi il più possibile nei loro usi e costumi. Forse l’aspetto più curioso della mia vita è proprio che sono una persona curiosa che potrebbe ritrovarsi a fare tutto ed anche il contrario di tutto senza preclusioni…..vado dove mi porta la vita.

 

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