Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


lunedì 10 agosto 2020


MaybePhoto 2011: intervista a Maura Ghiselli

Quarto posto

06.07.2011 - Redazione

Come nasce la tua foto vincitrice? 

Ho scattato questa fotografia circa un anno fa nei vicoli del centro storico di Genova, la mia città.

In maniera forse un po’ riduttiva, la definirei una “immagine rubata”, infatti è stata scattata senza che il soggetto ne fosse in quel momento consapevole.

La serie  fotografica di cui fa parte quest’immagine nasce come omaggio al fotografo e saggista Robert Addams  che, con queste parole, mi ha insegnato una grande verità sulla fotografia,che ho provato a mettere in pratica proprio attraverso questo progetto: “Degas ha scritto da qualche parte che la sua aspirazione era quella di riuscire a infondere un certo incanto alla realta’ “

 

Due paroline sull'attrezzatura utilizzata?

Lo scatto e’ stato ottenuto utilizzando apparecchiatura abbastanza modesta, una  Fotocamera digitale Fujifilm Finepix vecchia già di qualche anno, perché l’obbiettivo della mia ricerca era quello di privilegiare il potere di osservazione piuttosto che la potenzialita’ dello strumento fotografico.

Questa scelta e’ in perfetta antitesi con buona parte della produzione fotografica contemporanea, che sembra sempre di piu’ proiettata a utilizzare apparecchiature all’avanguardia per generare sconcerto e stupore agli occhi di chi osserva: sempre per citare Addams nel suo saggio “La bellezza in fotografia”, “…angoli esagerati, obbiettivi particolari, tecniche di camera oscura quantomeno eccentriche, rivelano il tentativo di sostituire allo sguardo la tecnologia e la sorpresa ad ogni costo…solo immagini che sembrano ottenute con facilita’ riescono a convincerci che la bellezza puo’ essere un fatto comune”.

Proprio per questo sono infinitamente grata a tutti coloro che sono stati capaci di trasformare la fotografia da mera tecnica ad arte, e di contro continuerò a storcere il naso nei confronti di chi accosta al proprio nome l’insopportabile termine PHOTOGRAPHER solo perché si è appena comprato l’ultimo modello di Reflex.

 

Come e quando inizia la tua passione per la fotografia?

La mia passione della fotografia nasce nel 2006, durante il biennio di specializzazione all’Accademia di Belle Arti.

Fino a quel momento mi ero sempre dedicata al disegno e alla pittura, quando ho sentito l’esigenza di occuparmi di una tecnica più immediata ed istantanea, che fosse in grado di concretizzare, nel tempo di un click, ciò che volevo rappresentare.

 

Fotografia analogica vs fotografia digitale. Che ne pensi?

Personalmente ho iniziato con l’analogico ma solo perché fortemente condizionata da un certo snobismo tipico dei corsi avanzati di fotografia che frequentavo all’università.

I risultati migliori, però, ho iniziato ad averli utilizzando il digitale, che mi consente più facilmente di “cogliere l’attimo” e soprattutto mi dà la possibilità di fare più tentativi, in poco tempo e soprattutto bypassando lo step dello sviluppo, pratica certosina che lascio volentieri ad altre categorie di fotografi.

Credo comunque che sia soprattutto una scelta soggettiva, ad ognuno la tecnica che meglio lo rappresenta.

 

Qual è il tuo fotografo preferito?

Henri  Cartier-Bresson e Nan Goldin

 

Qual è la foto famosa che avresti voluto scattare tu? 

"Nan and Brian in Bed" di Nan Goldin

 

E quella che hai scattato tu di cui vai più fiera?

La fotografia che ho presentato per questa rassegna è forse uno dei miei lavori più riusciti. Sono molto affezionata a quest’immagine.

Ma sono molto legata anche ai miei primi esperimenti, per esempio questo scatto al quale da sempre manca un titolo, ma che risale proprio ai miei primi passi con la macchina fotografica in mano, nel 2007, quando utilizzavo una sfigatissima compatta pagata meno di 50 euro. Anche questa è un’ “immagine rubata”, ambientata in un ristorante brasiliano della periferia popolare genovese, dove la cena usano servirla al ritmo di musica .

Qualche curiosità sulla tua vita?

Mi sono sempre sentita una pecora nera. Forse perché un po’ troppo lontana dai modelli convenzionali.

Ai tempi dell’università imparavo la tecnica dell’acquaforte e leggevo il Cicerone di Burckhardt mentre le mie coetanee consumavano le suole delle loro scarpe per fare shopping nelle vie del centro.

Oggi le cose non sono cambiate di molto: amo uscire di casa con la mia macchinetta fotografica al collo, un libro in borsa, scarpe comode e l’interesse a fermare il mondo osservandolo sempre dalla mia prospettiva.

Mi piace quello che faccio, e da un po’ di tempo a questa parte anche io sto iniziando a credere di saperlo fare abbastanza bene.

Spero di essere sulla strada giusta. In tutti i sensi.


 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.