Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


sabato 26 settembre 2020


PRIMO PIANO - Varata la manovra 'salva Italia'

Approvato il pacchetto di misure urgenti per assicurare la stabilità finanziaria, la crescita e l’equità: pensione contributiva, torna l’Ici prima casa, aumento degli estimi catastali.

05.12.2011 - Gaetano Massimo Macrì

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge sulla manovra finanziaria. Nella nota di Palazzo Chigi si legge che l’ammontare degli interventi è di 20 miliardi circa, strutturati per il triennio 2012-2014. Sono previsti interventi di spesa per la crescita, il sistema produttivo e il lavoro per oltre 10 miliardi. Per ciascuno degli anni del periodo considerato, è previsto, attraverso l’IRAP, un intervento di 1 miliardo a favore di donne e giovani.

A completamento della riforma della previdenza, viene esteso a tutti, dal primo gennaio 2012, il sistema contributivo per il calcolo delle pensioni. Stabilita la fascia di uscita, che per gli uomini sarà tra 66 e 70 anni; tra 62 e 70 per le donne. Vengono tassati i beni di lusso (auto di grossa cilindrata, natanti, aerei). Individuata un’aliquota pari a 1,5% sul capitale rientrato con lo “scudo fiscale”. L’Iva aumenterà di due punti percentuali dal settembre 2012, ma “solo nel caso in cui sia necessario”.

Per quanto riguarda la tassazione immobiliare, è stata anticipata al 2012 l’Imu, l’imposta municipale unica che sostituirà l’Ici. Si pagherà per la prima casa, con l’aliquota al 4 per mille. Introdotto un nuovo tributo sui rifiuti, in sostituzione della Tarsu.

Per la lotta all’evasione, sarà vietato l’uso del contante per pagamenti superiori a 1000 euro.

In tema di risparmio, il Governo ha abolito una serie di enti inutili, ha ristabilito che le Province debbano avere una funzione di organi di indirizzo e coordinamento. Ha quindi abolito le giunte provinciali e ridotto a 10 il numero dei consiglieri.

Potrebbero esserci delle novità per i lavoratori dipendenti dalle agenzie di lavoro interinale (con contratto di somministrazione), in quanto è stato approvato uno schema di decreto legislativo per l’attuazione della direttiva 2008/104 (che disciplina proprio la tutela di questi lavoratori).  Si attendono i pareri delle Commissioni.

Prorogato lo stato di calamità dell’Aquila e di Roma.

Questi, in sintesi, alcuni dei punti toccati dal testo redatto dall’ufficio Stampa, a seguito dell’approvazione della manovra.

Ritorna l’ici sulla prima casa, dunque, anche se si chiamerà Imu. Per consentire ai Comuni di rinforzare le casse, i sindaci avranno la possibilità di alzare o abbassare l’asticella del 3 per mille. Previste esenzioni per le prime case fino a 200 euro. Il valore immobiliare verrà rimodulato alla luce degli aumenti dei moltiplicatori per calcolare quanto ogni contribuente dovrà versare: per tutti i fabbricati del gruppo A, B, C, il valore andrà moltiplicato per 160 anziché 100. Questo significa che aumenterà del 60% la base imponibile ici. Uffici, alberghi e studi privati avranno un moltiplicatore di 80. Più basso per negozi e botteghe: 55. Si innalza anche la rendita sui terreni agricoli: da 75 a 120, 45%. Con queste misure sulla tassazione immobiliare, il gettito per lo Stato salirà da 11 a 22 miliardi già dal prossimo anno. Da notare che queste risorse finiranno direttamente nell’Erario. Non ne godranno i comuni che, invece, trovandosi con denaro in meno (1,4 miliardi), come faceva notare Graziano Delrio, presidente Anci, potranno far fronte alla “notevole difficoltà” sfruttando la manovrabilità delle aliquote e introducendo la nuova tassa sui rifiuti, la Res, che non sarà più, invero, una tassa, bensì una tariffa "commisurata alla quantità e qualità medie di rifiuti prodotti per unità di superficie”. Ma per sapere quanto i cittadini dovranno versare, occorrerà attendere i regolamenti previsti per il 31 ottobre 2012.

L’irpef rimane invariata. Saltato, infatti, l’aumento per redditi superiori a 75 mila euro (al 46%). Aumenta solo l’addizionale regionale da 0,9% a 1,23%. Le risorse ottenute con l’irpef andranno a finanziare la spesa sanitaria delle regioni.

Sui 93 miliardi di capitali rientrati in Italia con gli ultimi scudi fiscali, sarà applicato un prelievo pari all’ 1,5%.

Lo scoglio maggiore per il Governo sarà la riforma delle pensioni. Perché intacca tutti: chi in pensione c’è già, chi è in procinto di andarci e chi ancora deve entrare nel mondo del lavoro. Una riforma da cui ci si attende almeno un introito di 5 miliardi. Monti ha già chiesto ai presidenti di Camera e Senato una “corsia preferenziale”: vorrebbe accelerare i tempi e chiudere la partita entro il 22 dicembre.

Il sistema, come si è già detto, si basa sul calcolo contributivo per tutti: in sostanza, più si lavora, più si versa, più alta sarà la pensione. Scompare la “finestra mobile”, cioè quei 12 mesi di attesa prima di percepire la prima rata di pensione.

Abolite le quote di anzianità (prima si usciva con 40anni di contributi) si potrà andare in pensione solo con 41 anni e 1 mese per le donne e 42 anni e 1 mese per gli uomini. Mentre, per quanto riguarda i limiti di età, le donne andranno in pensione a 62 anni, ma si avvicineranno agli uomini dal 2018, con 66 anni. Intanto sono state congelate le rivalutazioni su tutte le pensioni.

Il costo della benzina potrebbe aumentare. Le Regioni, infatti, potrebbero prevedere una accisa sui carburanti di 1 centesimo a litro, con cui finanziare il trasporto pubblico (per cui, tra l’altro, è prevista un’Autorità apposita).

Nel quadro del riordino della spesa pubblica, a parte le novità sulle province, scompaiono Enpals e Inpdap, le cui funzioni verranno accorpate e svolte dall’Inps. Verranno ridotti i componenti delle Autorità. Niente doppio stipendio per i ministri.

Una curiosità: gli ultimi dati della Banca d’Italia sulla lira ancora in circolazione (maggio 2010) riferiscono di 2.557 miliardi di lire ancora non rientrati (1,3 miliardi di euro). Il termine ultimo entro cui poter cambiare la moneta era stato fissato al 28 febbraio 2012. La cifra, visti i tempi di magra, è rilevante e pare che Monti stia pensando di far partire la prescrizione anticipata delle monete di vecchio conio. 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.