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sabato 26 settembre 2020


MOSTRE - Elio Pucci "Antologica"

Dal 19 settembre al 9 ottobre a Roma, Complesso del Vittoriano - Sala del Giubileo

19.09.2013 - Redazione


ELIO PUCCI, Adorazione, 1972

«È come impastato di "verità", questo potente artigiano che è nel contempo un pittore e scultore sensibilissimo e introverso, meditativo e incantato di fronte alla bellezza delle forme che viene elaborando». Claudio Strinati sintetizza in poche righe l'eclettismo di Elio Pulli, l'artista di cui il Complesso del Vittoriano ospita una mostra antologica dal 19 settembre al 9 ottobre 2013. L'esposizione, curata da Claudio Strinati e organizzata da Comunicare Organizzando, si avvale del patrocinio della Provincia di Sassari.

Pulli, nato a Sassari nel 1934, vive al Tramariglio, sui bordi del golfo di Alghero, un luogo che i romani chiamavano il Porto delle Ninfe e dove oggi l'artista lavora circondato da un folto gruppo di collaboratori e allievi. Una bottega completa, nella quale si lavorano il legno, il ferro e la ceramica e si insegna l'affresco, il restauro, la fusione e la doratura con la sapienza e la perizia degli antichi maestri rinascimentali. Fedele anche alla tradizione pittorica sarda, l'artista ha mantenuto intatto nel corso del suo percorso d'artista «un suo legame profondo e quasi ancestrale con un pensiero antichissimo che attraversa i secoli, restando immutato e capace ancora oggi di aprirci gli occhi di fronte alle contraddizioni di un mondo che sembra in continua e inquieta metamorfosi», spiega Strinati.

«La produzione pittorica di Elio Pulli è indubbiamente centrale nella sua ampia e articolata carriera; ma altrettanto importante, per una piena comprensione della sua figura, è la produzione nel campo della ceramica. Il rapporto tra le due attività è molto complesso e profondo, e caratterizza la sua fisionomia di artista come meglio non si potrebbe. La pittura, da un lato, gli basterebbe pure per soddisfare i suoi e i nostri desideri, ma è tale l'energia e l'impulso del ricostruire il mondo intorno a noi, che il maestro ha costantemente il bisogno della tridimensionalità, della materia che plasma e che gli permette di sentirsi come un demiurgo che reinventa le  apparenze, per farci vedere ciò che non vediamo normalmente e che pure è latente nelle nostre visioni».

 

La mostra

L'Antologica di Elio Pulli presenta un corpus di circa settanta opere, tra dipinti e sculture. In esse «l'esperienza svolta da alcuni giganti del secolo scorso, da Mathieu a De Stael a Morandi, sembra come sedimentarsi nell'immaginario di Pulli».

Amplissima, qui, «è la produzione di piatti e vasi, dipinti e graffiti con una sapienza invero esemplare attestante assai bene il legame, mai interrotto, con le origini artigianali e popolari del nostro artista», la cui tecnica è portata «in certi casi, a limiti difficilmente superabili, grazie a un virtuosismo in cui echi di Burri, di Fontana, di Leoncillo, sono sovrapposti a un gusto peculiare dove il popolaresco (vero o presunto che sia) e l'aristocratico sono amalgamati in un insieme inscindibile e sommamente affascinante», continua Strinati.

La curatela della mostra è di Claudio Strinati ed è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando.

L'esposizione si avvale del patrocinio della provincia di Sassari.

 

INGRESSO LIBERO

Orario: tutti i giorni 9,30 - 19,30

L'accesso è consentito fino a 45 minuti prima dell'orario di chiusura

Per informazioni: tel. 06/6780664

 

 

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