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domenica 09 agosto 2020


L'ospite indesiderato

Annullata la visita di Benedetto XVI alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico della Sapienza, in quello che sembra essere l’ennesimo scontro tra scienza e fede.

20.01.2008 - Leonardo Rumori



La redazione di M'P ha discusso della vicenda dell'annullamento della visita del Papa alla Sapienza. Laicità, fede, università tra i temi.

Foto di http://www.flickr.com/photos/jkurittu/1347887265/

Gli occupanti del rettorato della Sapienza urlano di gioia, all’annuncio dell’annullamento della visita del papa. «Offesi e umiliati». È così che si erano sentiti i sessantasette docenti dell’Università La Sapienza, firmatari della lettera pubblicata su Repubblica che esprimeva il loro dissenso sulla presenza di Papa Benedetto XVI all’inaugurazione dell’Anno Accademico del primo ateneo della Capitale. A partire dalle dichiarazioni del 1990 di un Ratzinger ancora cardinale, sulla giustezza del processo a Galileo Galilei, hanno mosso una critica decisa e senza riserve verso le posizioni che fino ad oggi l’attuale Papa ha assunto nei confronti del sapere scientifico e che ha visto la mobilitazione, oltre che dei docenti in questione, anche di molti movimenti studenteschi di diversi atenei di Roma.
«Rifiutiamo le ‘norme universali’ in nome delle quali il Papa e la Chiesa rivendicano il loro presunto diritto di intromettersi nella vita degli uomini e delle donne», recitava il comunicato dei collettivi delle facoltà di Fisica e Scienze della Sapienza, prima che la visita del Pontefice venisse annullata; mentre la prima decisione di rinunciare alla lectio magistralis, pur senza annullare la visita, era stata giudicata dal Prof. Andrea Frova, del dipartimento di Fisica, un «maquillage fatto male» ad un invito «inopportuno e vergognoso».
Non sono mancate le risposte da parte di alcuni studenti cattolici della Sapienza, che con una lettera dal titolo Perché l’università ha paura del Papa? criticano la pesante diffida mossa da docenti e studenti sostenitori del ‘sapere laico’. Secondo loro la presenza di Ratzinger non avrebbe messo a repentaglio l’autonomia culturale individuale e poteva anzi rappresentare un’occasione di confronto tra due sfere della conoscenza: quella secondo scienza e quella secondo fede.
Matteo Fanelli, studente di Scienze Politiche eletto nel 2007 al CNSU con Lista aperta, in una nostra intervista aggiunge che «la scienza non è l’unico modo di conoscere la realtà, ma c’è anche la fede» e che quindi «il contributo che può portare il Papa è decisivo per tutta la comunità accademica».
Al di là delle diverse posizioni ideologiche ed etiche, è il Prof. Mario Capizzi - uno dei sessantasette firmatari della lettera - ad aggiungere un ulteriore spunto di riflessione sull’inopportunità della presenza di Benedetto XVI alla cerimonia di inaugurazione del nuovo Anno Accademico: «è stato scelto un momento istituzionale sbagliato», sostiene Capizzi. «L’inaugurazione dell’Anno Accademico è come una grande riunione di famiglia dove si discute dei problemi interni all’università».
La presenza, in momenti così autoreferenziali per l’istituzione universitaria, di personalità di spicco in genere - politici, capi di Stato e capi religiosi - mette in evidenza, alla luce dell’autonomia, un bisogno da parte degli atenei di aumentare il proprio prestigio, in un modo sempre più pubblicitario piuttosto che accademico.
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