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domenica 22 settembre 2019


Abrusci: una discussione aperta sulle idee

Parla Abrusci, uno dei promotori di www.roma3discute.com e Preside di Lettere

20.01.2008 - Lorenzo Biondi



Un sito per discutere in vista delle elezioni di Rettore e Presidi della prossima primavera. È l’iniziativa lanciata da sei docenti del Senato accademico, tutti contrari, mesi fa, alla modifica di statuto che consente la rielezione del Rettore uscente, Professor Guido Fabiani.
Parliamo dell’iniziativa col Professor Vito Michele Abrusci, Preside della Facoltà di Lettere e tra i promotori di www.roma3discute.com.

Un forum promosso da chi si è opposto alla modifica dello statuto ma rivolto a tutti coloro interessati ad un «cambiamento» nell’Ateneo. Preside Abrusci, ci spiega il significato di questa iniziativa?
«Noi vogliamo aprire una discussione nell’Ateneo, prima di arrivare alle candidature e alla campagna elettorale vera e propria. Solo da questa discussione sul futuro dell’Ateneo e sui cambiamenti necessari - noi diciamo: “cambiare in meglio” secondo le linee indicate dalla nostra lettera - possono venire buone candidature ed avere una campagna elettorale che non sia fatta di nomi ma di idee, di programmi. Altrimenti temiamo che si perda un’occasione storica: quella di discutere sul prossimo quadriennio, su un quadriennio molto importante. La discussione va fatta e va fatta subito.»

Nella lettera di apertura del sito parlate di un «lento declino» in atto a Roma Tre: un pessimismo che non sembra condiviso dalla Dirigenza d’Ateneo. Ci può dare qualche dettaglio in più?
«Ci riferiamo ad alcuni campi cruciali della vita di un Ateneo. Primo: c’è una stasi, talora anche un calo nel numero delle preiscrizioni - anche se non delle immatricolazioni. Non sembra essere così anche in altre Università laziali. Ma mentre noi prima eravamo controtendenza, cioè laddove altri erano in calo la nostra attrattività era in crescità, oggi non è più sempre così. Non possiamo non porci il problema: siamo attraenti con le nostre lauree triennali? E con le nostre lauree magistrali? I numeri non depongono del tutto a nostro favore.
«Secondo: la ricerca. Secondo i dati del CIVR, siamo un’università medio-alta come numero di studenti, ma nei dati sulla ricerca ci comportiamo come un’università medio-piccola. Dobbiamo reagire, portare la nostra ricerca ad un livello più alto. Non abbiamo tradizioni come quelle della Sapienza, dobbiamo allora “inventarci” qualcosa di nuovo. In questi anni abbiamo avuto inventiva nel campo della ricerca, abbiamo aperto nuove strade, abbiamo favorito l’emergere di centri avanzati di ricerca? Il possibile “lento declino” viene da ritardi in questi direzioni.
«Non c’è alcun “declino” nel rapporto medio (molto alto) tra studenti e spazi dell’Ateneo, anche se a Lettere non siamo allo stesso livello del resto dell’Ateneo. Ma cosa dire della qualità della didattica? La riforma è l’occasione buona per risalire la china, per recuperare attrattività. Non bastano le strutture buone per attirare gli studenti. Serve un elevamento della qualità nella didattica e servono ricercatori che producono grandi risultati.»

Vi aspettate una risposta da parte della Dirigenza? Di che tipo?

«Il sito è aperto a tutti; è fatto da un gruppo di docenti, a livello individuale, senza coinvolgere le istituzioni. Vogliamo aprire una discussione, non solo nel nostro sito. Che la discussione ci sia, che la campagna elettorale non sia solo riunioni di gruppi per determinare programmi o candidature - il che è legittimo - ma parta da una discussione di idee, aperta e alla luce del sole.»

Verrebbe da cercare, nell’elenco dei sei firmatari, i nomi dei possibili candidati «anti-Fabiani»: qual è il peso di questa iniziativa per la campagna elettorale alle porte?
«È chiaro che all’inizio della campagna elettorale una lettera come questa prefigura l’intenzione di avere delle candidature, oltre a quella probabile del Rettore attuale - che in tante cose si è comportato bene. Ma bisogna fare di più di quanto è stato fatto finora, e ogni tanto il gruppo dirigente deve essere cambiato anche per ragioni di alternanza.
«Questo gruppo vuole avanzare ipotesi di candidature. Quali candidature? Non è ancora il momento per le candidature, però la nostra lettera è un primo passo. Le candidature devono venire dalla discussione.
«Se non ci fosse discussione, si vedrebbe che la nostra analisi è sbagliata, e decideremmo di conseguenza. Ci auguriamo che la discussione ci sia e che dalla discussione venga fuori anche quali e quante candidature ci possono essere.
«Sicuramente un impegno ce l’abbiamo: fare in modo che nella prossima campagna qualche candidatura ci sia.
«La nostra lettera è firmata da rappresentanti di tutte le aree dell’Ateneo. Quello che deve avvenire è un’intesa tra le aree dell’Ateneo: non lo schierarsi di una Facoltà contro l’altra. Abbiamo fatto vedere che è possibile su delle linee generali un’intesa che passa attraverso tutte le aree dell’Ateneo. È chiaro che il candidato vincente sarà di una sola Facoltà, ma deve venire da un’intesa di Ateneo, non dal dominio di una Facoltà sulle altre. Nel dibattito che desideriamo ci può essere contrapposizione tra idee, non tra Facoltà.»
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