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sabato 04 aprile 2020


Giornalismo ed internet: Gianni Riotta a Tor Vergata

Il direttore del Tg1 apre i corsi del Master in Giornalismo ed attacca Grillo.«La Luce contro le tenebre»

11.02.2008 - Paolo Ribichini



Mercoledì 6 febbraio, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tor Vergata, Gianni Riotta, direttore del Tg1, in occasione dell’apertura dell’anno accademico del Master in giornalismo della medesima facoltà, ha tenuto una lectio magistris dal titolo “Inimica falsitas – Tenebre, Internet e la luce”.
Riotta è uno dei più attenti osservatori del web, ma è anche uno dei più grandi critici della rete. Questa – ritiene – non è, in alcun modo, innovativa. «Nel 1970 i libri e i giornali venivano stampati secondo un principio tecnologico simile a quello di inventato da Gutenberg. Quello che è cambiato nei secoli è il contenuto. Per questo la rivoluzione nella comunicazione non avviene mai attraverso un cambiamento tecnologico, ma sempre sul piano del linguaggio e dei contenuti». Per questo motivo Riotta, che è stato tra i primi blogger in Italia, non riesce a scorgere nello strumento del blog un nuovo modello di comunicazione. Anzi, il blog quasi rappresenta la morte della comunicazione, creando l’atomizzazione dell’informazione ed il “muro contro muro”. Il linguaggio giornalistico, in particolar modo quello web, deve cambiare alla luce dei cambiamenti che ha prodotto il progresso tecnologico. «Oggi ci troviamo di fronte non più ai mass-media, bensì al “personal media”. Non si parla più alla massa ma alle singole persone». Secondo Riotta, i blog possono svolgere un importante ruolo nella comunicazione solo se si è disposti a lasciare ampio spazio al dibattito (che è la vera novità del cosiddetto web 2.0). Ma ancora non basta: le informazioni e le notizie devono essere filtrate e strutturate, altrimenti si rischia di produrre un’informazione atomizzata ed incompleta. Il fenomeno “Grillo” ne è un esempio.
Riotta non nasconde la sua avversione a Grillo. Lo accusa di fare una inutile demagogia sulla stampa, accusata di non produrre informazione. Ma senza i giornalisti di professione chi può fare informazione? «Il blogger ignorante che scrive rimanendo seduto dentro casa sua?». Il direttore del Tg1 insiste sulla necessità di una formazione culturale dei giornalisti, esattamente come avviene per tutte le altre professioni.
Riotta conclude la sua lezione parafrasando il Vangelo di Giovanni: «Gli uomini preferiscono le tenebre alla luce». Le tenebre sono rassicuranti, in un modo visto come l’eterna contrapposizione tra il bene ed il male, tra i buoni e i cattivi. Ma, per Riotta, non esistono buoni o cattivi. Sempre parafrasando dal Vangelo dice: «Conoscete le verità e la verità vi renderà liberi». La verità è la luce. Il giornalista non può illuminare le tenebre, ma «il suo compito è quello di accendere un cerino nell’oscurità». E per accendere quel cerino non basta essere «amici della verità». Esorta gli aspiranti giornalisti che compongono la platea, piuttosto ad essere «nemici della menzogna».
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