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sabato 04 aprile 2020


Ricerca a RomaTre tra passi avanti e occasioni mancate

Nuovi fondi per la ricerca, ma ancora problemi su numero dei ricercatori e internazionalità. Interviste a Casula, Piccinato e Spandri

08.03.2008 - Raffaele Saggio e Lorenzo Biondi



Il Prorettore alla Ricerca Renato Moro ed il Rettore Guido Fabiani.
Foto di Raffaele Saggio

Più fondi, più spazi, più ricercatori. E nuovi posti letto per gli studenti. È quanto annunciato dal Rettore Guido Fabiani nel corso della terza giornata della Conferenza di Ateneo sulla ricerca, il 7 febbraio scorso, per far fronte ad alcuni dei problemi di RomaTre nel campo della ricerca. Il numero dei ricercatori è drammaticamente basso, e dovrebbe almeno raddoppiare per portarci sugli standard degli Atenei con le stesse dimensioni di RomaTre. L’età dei docenti è sopra la media nazionale, già molto elevata, e gli scambi di ricercatori con l’estero non sono a livelli accettabili.
La Dirigenza d’Ateneo promette un’azione forte per risolvere la situazione. Ma l’opposizione contesta - tramite il sito roma3discute.com - che di tutti i progetti annunciati nessuno è passato per l’approvazione del Senato accademico, e che i nuovi posti di ricercatore sono stati distribuiti «a pioggia», senza tener conto dei meriti e dei bisogni delle diverse Facoltà.
Vediamo di analizzare le promesse e i numeri.

Nuovi spazi in arrivo, ma i ricercatori scarseggiano.
Durante la conferenza il Rettore Fabiani ha riportato alcuni passi avanti fatti negli ultimi tempi, primo tra tutti un aumento del 50% ai fondi per le borse di dottorato. Il Rettore ha anche annunciato l’approvazione di un finanziamento del Comune di Roma per costruire un nuovo polo didattico al Valco San Paolo, dietro la Facoltà di Lettere: 12000 metri quadri di strutture e laboratori di ricerca, più 200 posti letto per studenti. Ultima novità la creazione di un’agenzia centrale di Ateneo che coordini le attività di innovazione e ricerca.
Rimangono tuttavia alcuni problemi di fondo: per primo quello della costante scarsità dei ricercatori. Benché i dati mostrino un miglioramento, a RomaTre ci sono ancora più professori ordinari che ricercatori (38% contro 31%): siamo davanti allo strano paradosso di un «esercito» con tanti generali e pochi soldati semplici.
Anche l’età dei nostri professori è più alta della media nazionale, pur essendo in calo. Ma si tratta di una possibilità per il futuro - dicono dalla Dirigenza dell’Ateneo: il pensionamento di molti docenti aprirà il «turn-over» e libererà posti per i giovani.

L’immagine della ricerca italiana all’estero.
Durante il pomeriggio i lavori si sono concentrati sull’andamento della ricerca a livello internazionale. Il Professor Salvatore Settis ha presentato la sua attività come membro dello European Research Council, istituzione comunitaria con obiettivi di potenziamento e finanziamento per la ricerca europea. Il Professore ha fornito i risultati degli investimenti effettuati nel 2007. Un dato ha colpito particolarmente l’attenzione degli addetti ai lavori: i ricercatori italiani sono risultati primi per numero di borse richieste, secondi per numero di borse ottenute, ma l’Italia è solo settima nella classifica dei Paesi in cui i fondi vengono spesi. I ricercatori italiani vincono le borse ma le vanno a spendere all’estero: la sintesi migliore per evidenziare il credibility gap che sta letteralmente uccidendo il nostro sistema universitario, con ricercatori sfiduciati e refrattari nello sviluppare le loro ricerche all’interno del nostro Paese.
Il Prof. Harm Pinkster - Presidente del nucleo di valutazione di RomaTre - pur sottolineando le iniziative positive intraprese recentemente dall’Ateneo, come l’incremento delle borse per dottorandi, ha anche evidenziato come l’università non sia riuscita ancora a lanciare una politica aperta e sensibile all’internazionalizzazione. C’è un problema di scarsità di strutture e personale dedicato all’accoglienza, che rende particolarmente difficile l’obiettivo di avere almeno un terzo dei ricercatori provenienti dall’estero.

segue - interviste a Casula, Piccinato e Spandri

 

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